MULTILINGUISMO o FEDERALISMO LINGUISTICO: quale strategia per l‘italiano e le lingue europee?

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La Dante Alighieri e Centopercentoitaliano.it a confronto

Comunicato del 21-05-2009

Chiuso con successo il sipario dell’Antipremio “Italiano Zerbino della Lingua Inglese 2009” promosso dal dipartimento Centopercentoitaliano.it dell’Associazione Radicale Esperanto, dietro le quinte resta un terreno fertile su cui riflettere.

Un invito, offerto dai numerosi partecipanti intervenuti nella manifestazione, ad affrontare con consapevolezza le questioni del multilinguismo e della tutela del patrimonio identitario autoctono nel momento in cui la globalizzazione e la modernizzazione vogliono obbligarci a parlare solo inglese e l’Europa si è allargata a 27 membri.

Proprio questa è stata la richiesta finale di Paolo Conti, intervenuto in rappresentanza di Alessandro Masi, Segretario Generale della Società Dante Alighieri, organismo preposto, da oltre un secolo, alla difesa della lingua italiana in ambito nazionale e transnazionale.

Conti ha ribadito la posizione ferma della Società Dante Alighieri nel condurre battaglie, da lui definite vere e proprie “crociate”, per tutelare la lingua italiana da ogni forma di discriminazione; risultato che, secondo lui, potrebbe essere raggiunto attraverso una politica europea di multilinguismo, garanzia della parità ed uguaglianza delle lingue nella comunicazione internazionale.

Immediata la replica del Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto Giorgio Pagano a sottolineare che la soluzione del multilinguismo, “tomba delle altre lingue”, è destinata ad essere fallimentare e a “promuovere la monolingua, ossia l’inglese”, perché è inevitabile che se si offre la libertà di scegliere la lingua da utilizzare “tutti sceglieranno la lingua che da maggiori opportunità”, come dimostra l’istituzione di interi corsi di laurea nella lingua della Regina in Italia.

In un’ottica di successo a lungo termine, la strategia alternativa, di cui l’ERA si fa promotore e portavoce, potrebbe tradursi nella costruzione degli Stati Uniti d’Europa sulle fondamenta di una politica linguistica federale. L’unica in grado di garantire una comunicazione internazionale effettivamente democratica, l’equità dei trasferimenti di risorse materiali e simboliche tra Paesi salvaguardando, al tempo stesso, l’ecosistema linguistico-culturale dalla colonizzazione anglofona. Il tutto, senza declassare ulteriormente la lingua del Belpaese.

Su questo punto, il Segretario dell’ERA Giorgio Pagano confida in una pronta occasione di confronto con la Società Dante Alighieri.

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