Multe agli immigrati in Germania

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Germania, multe agli immigrati se non insegnano il tedesco ai loro figli

In Baviera e presto in altre regioni test di lingua già a 5 anni per entrare a scuola

di Salvo Mazzolini

Già all’età di cinque anni i figli degli extracomunitari emigrati in Germania dovranno affrontare il primo esame per integrarsi nella società tedesca. Già all’asilo, infatti, un ispettore scolastico li sottoporrà ad una prova di tedesco e solo se la loro conoscenza della lingua è pari o quasi a quella di un bambino tedesco potranno iscriversi alla scuola dell’obbligo. Se non la superano dovranno frequentare, prima di iscriversi, un corso integrativo di centosessanta ore. E se non supereranno neppure il corso integrativo, non saranno ammessi alla scuola dell’obbligo e dovranno accontentarsi dell’iscrizione a scuole secondarie riservate a bambini con particolari difficoltà.

Già nelle prossime settimane le nuove norme entreranno in vigore in Baviera, il “Land” guidato da Edmund Stoiber, che è il più determinato nel portare avanti una politica che punta sulla massima integrazione delle comunità straniere. Ma anche altri “Länder”, il Baden-Wüttemberg, la Bassa Sassonia, l’Assia, sono orientati a seguire l’esempio. “E’una decisione – dice il capo della Baviera, il conservatore Edmund Stoiber – che abbiamo preso nell’interesse stesso degli extracomunitari, perché la lingua è la prima barriera da superare per integrarsi e prima la si abbatte tanto più facile sarà entrare a far parte della nostra società. Inoltre è un modo per spingere la famiglie degli extracomunitari a fare in modo che i loro figli, fin da piccoli, non frequentino solo bambini del loro gruppo etnico ma si mescolino con i loro coetanei tedeschi”.

Le nuove norme non riguardano solo i bambini ma anche i genitori, che rischiano multe salate se si opporranno all’esame di tedesco per i loro figli o se non li manderanno ai corsi integrativi. Ad obbiettare sono soprattutto le associazioni degli extracomunitari, in particolare dei turchi, che hanno bollato le nuove norme come misure “crudeli e discriminatorie”. Crudeli perché mirerebbero a staccare, con mezzi coercitivi, i bambini dal loro ambiente familiare. Discriminatorie perché il bambino di una famiglia turca o pakistana che non parla la lingua come un suo coetaneo tedesco sarebbe costretto a frequentare una scuola di qualità inferiore con scarse possibilità di recuperare lo svantaggio quando sarà grande.

Il capo della più grande associazione turca, Fevzi Cebe, ha promesso la massima resistenza. Difficilmente, però, riuscirà a indurre la Baviera e gli altri “Länder” sulla stessa linea (in Germania la politica scolastica è di esclusiva competenza delle regioni) a fare marcia indietro. La recente ondata di violenza esplosa nelle scuole tedesche nasce proprio dalle tensioni tra i vari gruppi etnici degli alunni, turchi contro arabi, africani contro slavi. Per riportare la normalità, dicono i pedagoghi, bisogna abolire la barriere tra le diverse nazionalità, a cominciare dalla lingua. Fin da piccoli. Se necessario con misure severe.

(Da Il Giornale, 6/4/2006).

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Daniela Giglioli
Daniela Giglioli

Germania, multe agli immigrati se non insegnano il tedesco ai loro figli<br /><br />
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In Baviera e presto in altre regioni test di lingua già a 5 anni per entrare a scuola<br /><br />
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di Salvo Mazzolini<br /><br />
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Già all’età di cinque anni i figli degli extracomunitari emigrati in Germania dovranno affrontare il primo esame per integrarsi nella società tedesca. Già all’asilo, infatti, un ispettore scolastico li sottoporrà ad una prova di tedesco e solo se la loro conoscenza della lingua è pari o quasi a quella di un bambino tedesco potranno iscriversi alla scuola dell’obbligo. Se non la superano dovranno frequentare, prima di iscriversi, un corso integrativo di centosessanta ore. E se non supereranno neppure il corso integrativo, non saranno ammessi alla scuola dell’obbligo e dovranno accontentarsi dell’iscrizione a scuole secondarie riservate a bambini con particolari difficoltà.<br /><br />
Già nelle prossime settimane le nuove norme entreranno in vigore in Baviera, il “Land” guidato da Edmund Stoiber, che è il più determinato nel portare avanti una politica che punta sulla massima integrazione delle comunità straniere. Ma anche altri “Länder”, il Baden-Wüttemberg, la Bassa Sassonia, l’Assia, sono orientati a seguire l’esempio. “E’una decisione – dice il capo della Baviera, il conservatore Edmund Stoiber – che abbiamo preso nell’interesse stesso degli extracomunitari, perché la lingua è la prima barriera da superare per integrarsi e prima la si abbatte tanto più facile sarà entrare a far parte della nostra società. Inoltre è un modo per spingere la famiglie degli extracomunitari a fare in modo che i loro figli, fin da piccoli, non frequentino solo bambini del loro gruppo etnico ma si mescolino con i loro coetanei tedeschi”.<br /><br />
Le nuove norme non riguardano solo i bambini ma anche i genitori, che rischiano multe salate se si opporranno all’esame di tedesco per i loro figli o se non li manderanno ai corsi integrativi. Ad obbiettare sono soprattutto le associazioni degli extracomunitari, in particolare dei turchi, che hanno bollato le nuove norme come misure “crudeli e discriminatorie”. Crudeli perché mirerebbero a staccare, con mezzi coercitivi, i bambini dal loro ambiente familiare. Discriminatorie perché il bambino di una famiglia turca o pakistana che non parla la lingua come un suo coetaneo tedesco sarebbe costretto a frequentare una scuola di qualità inferiore con scarse possibilità di recuperare lo svantaggio quando sarà grande.<br /><br />
Il capo della più grande associazione turca, Fevzi Cebe, ha promesso la massima resistenza. Difficilmente, però, riuscirà a indurre la Baviera e gli altri “Länder” sulla stessa linea (in Germania la politica scolastica è di esclusiva competenza delle regioni) a fare marcia indietro. La recente ondata di violenza esplosa nelle scuole tedesche nasce proprio dalle tensioni tra i vari gruppi etnici degli alunni, turchi contro arabi, africani contro slavi. Per riportare la normalità, dicono i pedagoghi, bisogna abolire la barriere tra le diverse nazionalità, a cominciare dalla lingua. Fin da piccoli. Se necessario con misure severe.<br /><br />
(Da Il Giornale, 6/4/2006).<br /><br />
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