Mosca: sfrattata la Dante Alighieri.

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Mosca. File di studenti per firmare la petizione e salvare la Dante Alighieri Al posto dei libri un centro investigativo.

La biblioteca italiana sfrattata dai poliziotti Appello a Putin.

di Nicola Lombardo.

Hanno sfrattato Dante Alighieri. O meglio la piccola raffinata biblioteca dedicata al grande poeta italiano, che dal 1955 rappresenta una preziosa chicca del quartiere universitario di Mosca. Computer, schedari, tavoli da lettura, sono già stati impacchettati e portati in un magazzino. Da domani toccherà anche ai circa duemila volumi dedicati all’arte e alla storia del nostro Paese consultati quotidianamente da centinaia di studenti russi assetati di cultura italiana. Non si sa ancora dove metterli ma di certo dovranno essere portati via entro il 30 aprile. Lo sfratto è stato deciso dal Comune su richiesta del comitato investigativo di Mosca che occupa tutto il vecchio palazzo sovietico al numero 8 di via Stroitelej a due passi dalla stazione della metropolitana “Universitiet”. I circa 1200 metri quadri con ingresso indipendente, finora concessi gratuitamente, servono, secondo le spiegazioni ufficiali, ad espandere gli uffici della struttura di magistrati e poliziotti che si occupa di tutte le grandi indagini sul territorio russo. «Ma io temo che ci sia dietro qualche altra cosa», dice con preoccupazione Marina Milerova, docente russa di letteratura e direttrice volontaria della biblioteca. «C`è un disegno preciso – continua – contro tutto ciò che sa di cultura. Forse si vuole un mondo in cui si legge sempre meno e ci si informa solo su Wikipedia». In ogni caso la decisione di chiudere il piccolo centro culturale ha fatto più rumore di quanto il Comune potesse immaginare. File di studenti e di abituali frequentatori si sono formate ieri davanti al portone della biblioteca per firmare una petizione a Putin e al sindaco che chiede il salvataggio della “Dante Alighieri”. Forti e polemiche, anche le proteste sui social network. Dante, che ispirò i grandi maestri della letteratura russa a cominciare da Pushkin, è il simbolo massimo di una delle culture straniere più amate dai russi. La biblioteca, mantenuta grazie alla collaborazione della Società Dante Alighieri e dell’Istituto Italiano di Cultura, ospitava anche concerti, conferenze, mostre fotografiche e di pittura. Tutto a tema rigorosamente italiano. Ieri sera, l’ultima mesta riunione con lo staff dei giornalisti dell’Ansa di Mosca “intervistato” da un centinaio di appassionati sulla situazione politica attuale. Chiarito che la decisione non avrebbe alcun sapore politico né contro l’Italia né tantomeno contro la sua cultura, l’Ambasciata italiana a Mosca sta cercando una soluzione. Il ministero della Cultura russa ha proposto di farne ospitare i volumi in altre biblioteche pubbliche. Gli italiani cercano una soluzione che possa mantenere in qualche modo l’autonomia della “Dante”. Intanto però Vladimir Tolstoj, pronipote del grande scrittore diventato consigliere di Putin per la Cultura, ha anticipato una serie di mosse per il futuro che alimentano le preoccupazioni della direttrice Milerova: «Molte funzioni delle biblioteche non sono più al passo con i tempi di oggi. E c’è anche del personale in eccesso che contiamo di ridurre presto di almeno il 30 per cento».
(Da La Repubblica, 17/4/2016).

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