Monti «Qualche italiano dimentica che siamo tra i padri della Ue»

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«Qualche italiano dimentica che siamo tra i padri della Ue»
Monti: non considero una minaccia le parole di Berlusconi

di PAOLA DEL VECCHIO

MADRID – Non vive come «una minaccia» la possibilità che il Pdl ritiri la fiducia al governo, dopo le esternazioni dell’ex premier Silvio Berlusconi. Soprattutto perchè il governo tecnico «sta lavorando bene» e va avanti con «l’orizzonte alla primavera 2013, come ci hanno chiesto il presidente della Repubblica e il Parlamento».
A Madrid, nella conferenza stampa congiunta con Mariano Rajoy, al termine del vertice bilaterale Spagna-Italia, Mario Monti snobba l’ auto-rottamato Cavaliere, deciso a restare sulla scena politica sebbene senza candidarsi. «Minacce di ritiro della fiducia a questo governo non possono essere fatte ragiona – perché a me e ai ministri dell’esecutivo non toglierebbe nulla, se non un’attività’ di governo che non è stata da noi ricercata».
E, a chi gli chiede se l’aumento del differenziale fra Bpt-Bund tedesco a 10 anni di riferimento abbia riscalato i 350 punti base per l’effetto Berlusconi, non rinuncia all’ironia: «Ora che me lo dice, ci rifletterò». E rimanda al mittente la domanda: «Dovreste rivolgerla alle forze politiche, ai mercati, non a me. Non voglio neanche speculare su questo».
Tuttavia, il premier insiste sul fatto che l’attuale spread sia ingiustificato, sebbene meno di un anno fa fosse a quota 575 punti base. Nella Spagna sull’orlo del salvataggio dell’economia dopo quello delle banche, accanto a Mariano Rajoy che da luglio sfoglia la margherita, col rischio di far tornare alta la pressione sul debito iberico e, di riflesso, su quello nostrano, Monti ribadisce che l’Italia non chiederà l’attivazione dello scudo anti-spread. La battaglia fatta nei Consigli d’Europa a giugno ed ottobre, non era rivolta a ottenere scorciatoie. Ma l’Italia non intende chiedere l’attivazione degli aiuti della Bce. E’ evidentemente rivolto al riluttate socio spagnolo che sottolinea: «E’ importante che una volta attivato, questo meccanismo sia operativo, non solo teorico». Come a dire, l’effetto-annuncio della Bce e’ destinato ad esaurirsi, senza azioni concrete, come una richiesta di salvataggio da parte di Madrid.
Con Rajoy, il professore concorda che la proposta di un supercommissario Ue ai bilanci pubblici – sulla quale ha espresso parere favorevole il presidente della Bce, Mario Draghi – sia «un po’ come andare alla ricerca di un mito». «La tesi che dovrebbe avere gli stessi poteri del commissario alla concorrenza non sta in piedi, perché con la riforma fatta già ne ha di maggiori», argomenta. Ed è sempre pensando a chi rema contro il Paese che, con difficoltà è riuscito a recuperare credibilità sui conti pubblici e in Europa, che più tardi, al foro di dialogo italo-spagnolo, davanti a una platea di imprenditori e accademici, commenta: «L’Italia non dimentica, anche se a volte lo dimenticano alcuni italiani di essere stata fra i padri fondatori dell’Europa» e che l’interesse nazionale coincide con quello della Ue.

Il Messaggero, 30-10-2012




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