MONOCOLTURA E MONOCULTURE: ERA Onlus aderisce all’appello contro le monocolture
MONOCOLTURA E MONOCULTURA: ERA Onlus aderisce all’appello contro le monocolture

ERA Onlus aderisce alla dichiarazione che chiede di fermare l'espansione delle piantagioni di alberi da monocoltura, in occasione della giornata internazionale contro le monoculture, 21 settembre 2009.
ERA Onlus si impegna per la difesa delle lingue, non ultime quelle indigene, tra le piu' minacciate anche e soprattutto a causa delle aggressioni fisiche all'esistenza dei popoli indigeni.
Le monocolture uccidono la biodiversita’ e sono una delle ragioni principali per la deforestazione e gli sfollamenti che causano veri e propri stermini di popoli indigeni.
Impegnarsi per la biodiversita’ delle colture significa anche tutelare la biodiversita’ culturale dei popoli: come e’ necessario impedire l’esistenza di una sola forma di vita vegetale a discapito delle altre, cosi’ e’ necessario garantire una pluralita’ di espressioni culturali e linguistiche, al fine di tutela il patrimonio dell’umanita’.
Per questa ragione sosteniamo l'appello che trovate qui sotto e a cui potete aderire inviando una e-mail a: 21sept@wrm.org.uy con il vostro nome, il nome dell’organizzazione e il paese di provenienza.


PETIZIONE:

Giornata internazionale contro le piantagioni di alberi (monocoltura)
21 settembre 2009
Dichiarazione internazionale: arrestare l'espansione delle piantagioni di alberi ( monocultura)

In tutto il mondo, milioni di ettari di terreno produttivo si stanno rapidamente convertendo in deserti verdi presentati sotto forma di “foreste”. Le comunità locali sono sfollate per far posto agli interminabili filari di alberi identici l’uno all’altro – eucalipto, pino, olio di palma, gomma, jatropha e di altre specie – cacciando dalla quasi tutte le altre forme di vita. La terra arabile che è fondamentale per la sicurezza alimentare delle comunità locali, è convertita in (monocultura) piantagioni di alberi che producono beni per l'esportazione. Le risorse idriche sono inquinate e impoverite da parte delle piantagioni, mentre i terreni sono degradati. Violazioni dei diritti umani sono all'ordine del giorno, che vanno dalla perdita di mezzi di sussistenza allo sfollamento forzato per la repressione e si presentano persino casi di tortura e di morte. Sebbene le comunità soffrano nel loro complesso, le piantagioni hanno diversi impatti rispetto al genere: le donne sono le più colpite.


Nonostante tutte le prove disponibili sugli impatti sociali e ambientali di queste monocolture in paesi come Brasile, Sud Africa, Stati Uniti, Indonesia, Malaysia, Cambogia, Colombia e Spagna, le piantagioni continuano ad essere promosse da una coalizione di soggetti che vanno dalla FAO alle agenzie bilaterali dal Forum delle Nazioni Unite sulle foreste, ai governi nazionali, oltre che da parte di imprese private di consulenza istituti, di credito e banche per lo sviluppo.
Il vero motivo dietro le azioni di questi “giocatori” è semplice: prendere il terreno delle comunità locali per consentire alle le imprese di carta, legno, gomma, olio di palma e di recente anche biochar (*), possano avere una maggiore quantità di materie prime meno costose per aumentare ulteriormente i loro profitti. Uno spreco eccessivo e il consumo di prodotti provenienti da queste piantagioni dalle nazioni ricche del Nord ha molto a che fare con la sua crescente espansione.
In risposta alla pubblicità negativa circa l'impatto delle piantagioni di alberi, le aziende hanno fatto ricorso all'utilizzo di sistemi di certificazione, come FSC, PEFC, SFI e il (**), RSPO che forniscono loro credenziali “ecologiche “false che permettono loro di continuare con il business senza interferenza alcuna.


Il cambiamento climatico ha aggravato ulteriormente il problema. In aggiunta a ciò abbiamo l'arrivo di nuovi attori nel settore delle imprese che mirano al profitto dal cambiamento climatico attraverso la promozione di soluzioni false attraverso la creazione di piantagioni chiamate “pozzi di carbonio”, la promozione dei biocarburanti – l'agrodiesel e l’etanolo dal legno – e l'introduzione di alberi geneticamente modificati.
Tuttavia, i piani della società si trovano ad affrontare la crescente opposizione degli ambientalisti. Di paese in paese, la gente si sta alzando per opporsi all’ espansione delle piantagioni di alberi; l’azione del movimento globale è cresciuta nel corso degli anni, unificando le lotte di numerosi locali, ed ha contribuito a far sentire la loro voce di coloro che soffrono a causa delle piantagioni .

In questa Giornata Internazionale contro le piantagioni di alberi (monocultura) 2009, il messaggio è forte e chiaro: le piantagioni non sono foreste: fermiamo l'espansione delle piantagioni di alberi, fermiamo le monoculture!

(*) Biochar: il carbone, che sarebbe stato sepolto nel terreno, che si suppone serva come fertilizzante e come un serbatoio di carbonio.

(**) FSC (Forest Stewardship Council), PEFC (Program for Avalar Forest Certification Schemes), SFI (Sustainable Forestry Initiative), RSPO (Roundtable on Sustainable Palm Oil)







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