Molti studenti italiani imparano male l’inglese perché parlano malissimo l’italiano. E questa, fossi Ministro, mi sembrerebbe la vera priorità.

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Una materia in inglese alle elementari.

Caro Beppe , sono un’insegnante di inglese in pensione, ma seguo con attenzione i problemi della scuola sempre in attesa di una buona riforma, ma non mi sembra si abbiano le idee molto chiare. Che ne pensi della proposta di far studiare una materia in inglese alle elementari (chissa ‘ perche’ scienze?) ma per ora no alle medie? La cosa piu’ importante è che ci siano insegnanti preparati, aggiornati e motivati.
Elvira Vezzoni , elvira.vezzoni@gmail.com

Certo. Ma per arrivare a questo bisogna pagarli, premiarli quando meritano, fermarli quando sbagliano, non soffocarli di norme e schemi.
(Da italians.corriere.it, 12/2/2015).

“Scienze” in inglese alle elementari: una simulazione

Cari Italians, come potete leggere nella lettera della signora Elvira Vezzoni (“Una materia in inglese alle elementari” – http://bit.ly/1AkJBb9 ), in IV e V elementare dovrebbe partire l’insegnamento di una materia, Scienze, in lingua inglese. Si tratta dei corsi CLIL: “Content and Language Integrated Learning”. Derivano da esperienze didattiche in paesi bilingui, in cui gli insegnanti erano della madrelingua in cui insegnavano la materia specialistica (da ricordare). In Quebec, Canada, dove i genitori anglofoni, minoritari nella regione, volevano che i figli assimilassero lingua e cultura francese. In Italia, dove i bambini della comunità ladina, prestissimo, passano alla scuola in lingua tedesca o italiana. Oppure, pensate ai bambini di lingua italiana che poi frequentano scuole con insegnanti di madrelingua tedesca ed imparano il tedesco, per accedere più facilmente al mondo del lavoro nella Provincia Autonoma. E’ un esperimento che trasposto nel resto d’Italia, in una lingua, l’inglese, inesistente nel contesto, con insegnanti non madrelingua, in termini di efficienza didattica rischia veramente di essere controproducente, ovvero di imparare male sia la materia specialistica che l’inglese. Programma di Scienze: Corpo Umano oppure fotosintesi clorofilliana. “A plant is a living thing, with stalk, ovary, sepal, petal, stamen. The stem carries water and nutrients to different parts of the plants. The leaves make food by using lights, this process is called photosynthesis”. Queste sono informazioni elementari, e non spiegazioni, che richiederebbero un inglese sensibilmente più complesso: il fanciullo alza la mano e chiede:” What is a sepal?” (la figura è poco chiara). Bene. Divertitevi a tradurre: “Le parti più esterne sono i sepali, quelle foglioline verdi che racchiudono il bocciolo prima che maturi il fiore. Tutti i sepali insieme formano il calice…”. A monte di tutto, quando è che l’alunno italiano impara che “i sepali formano il calice”, in italiano? Vediamo il corpo umano: ”This process, called digestion, allows your body to get the nutrients and energy it needs from the food you eat. So let’s find out what’s happening to that pizza, orange, and milk”. Naturalmente, il bambino deve comprendere cosa sono e cosa fanno i vari organi “liver, bladder, kidneys, lungs”. Ma quando impara cosa è la “cistifellea” e a cosa serve? Non dimentichiamo che l’alunno dovrebbe soprattutto imparare Scienze. In inglese, è la maniera più efficiente? E stiamo parlando di argomenti trattabili in maniera descrittiva. Con gli elementi di Fisica, le spiegazioni necessarie sono decisamente più complesse e richiedono ragionamento. L’insegnante dovrebbe ovviamente parlare con la velocità che si tiene ora in italiano, altrimenti non finirebbe il programma o farebbe meno cose. Facile? Se in IV capiscono le descrizioni precedenti esposte oralmente, ed hanno studiato inglese un’ora alla settimana in prima e seconda, tre ore in terza (se va bene), che necessità abbiamo di introdurre i CLIL? Basta un dizionario per i termini specialistici. E alla fine delle superiori i ragazzi potranno fare, con questi ritmi di apprendimento dell’inglese, gli interpreti per l’ONU. Passiamo ai problemi pratici: esistono in Italia maestri in grado di insegnare in un inglese fluente, corretto come costruzione e pronuncia? Gli insegnanti di Inglese non potranno insegnare Scienze, ovviamente. Possiamo ipotizzare che i corsi in lingua siano di Scienze, perché considerata “poco importante e facile”. E non sono alle medie perché l’inglese necessario sarebbe così complesso da richiedere un professore specialista madrelingua. Ed i professori italiani di inglese non sarebbero comunque in grado di spiegare la materia. Infine: molti studenti italiani imparano male l’inglese perché parlano malissimo l’italiano. E questa, fossi Ministro, mi sembrerebbe la vera priorità.
Enea Berardi, eneaberardi@libero.it
(Da italians.corriere.it, 19/2/2015).




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