Modi di dire e dintorni.

Posted on in Politica e lingue 20 vedi

“Che vai in via Vecchietti?”.

La grande famiglia fiorentina dei Vecchietti, ricordata anche da Dante (Paradiso XV, 115 – 117), anticamente possedeva case e torri. Di fronte al palazzo Vecchietti c’erano una piazzetta ed una chiesa poi sparite col riordinamento del centro dell’architetto Poggi. “Che vai in via Vecchietti?”, un tempo era la domanda-battuta malignamente rivolta ai giovani gigolò che si accompagnavano con le turiste più ‘vecchiette’…
(Da La Nazione, 26/1/ 2014).

Fare l’indiano

Simpatica espressione della lingua italiana è “fare l’indiano”. Questo modo di dire, dall’origine antica e curiosa, è usato anche da Alessandro Manzoni nei suoi Promessi Sposi: nel capitolo XII in cui racconta la rivolta del pane a Milano, lo scrittore lo fa pronunciare a un uomo che vuole tirarsi fuori dalla sommossa. Nel Medioevo i paesi del Medio oriente e l’India erano considerati luoghi da sogno e misteriosi. Dopo le crociate, però, i contatti si intensificarono e in Italia cominciarono a vedersi i mori (così venivano chiamati indistintamente arabi, indiani e neri). Gli abiti, gli usi e la lingua li rendevano oggetto di curiosità, che essi accrescevano facendo finta di non capire nulla di quello che li circondava. Un atteggiamento che tornava molto utile, soprattutto al momento delle trattative commerciali.
(Da La Nazione, 29/1/2014).

Firenze non si muove se tutta non si duole

“Firenze non si muove, se tutta non si duole” è proverbio antico che allude alla riluttanza dei fiorentini alle sommosse cruente. A titolo di esempio, si prenda la cruciale ‘rivoluzione pacifica’ del 27 aprile 1859, dopo la quale Canapone, al secolo il Granduca di Toscana Leopoldo II d’Asburgo Lorena, se ne andò armi e bagagli per non fare mai più ritorno in riva d’Arno. Ma senza nessun atto violento.
(Da La Nazione, 2/2/2014).

 

 




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.