Ministro Ronchi l’oligopolio da’ maggiore libertà del monopolio.

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Ministro Ronchi l’oligopolio da’ maggiore libertà del monopolio.
Dichiarazione di Giorgio Pagano, Segretario dell’associazione radicale “Esperanto”.

La reazione del Ministro Ronchi di schierarsi in favore del solo inglese contro l’iniziativa del Commissario europeo Barnier d’escludere l’italiano dalle lingue di registrazione dei brevetti europei in favore d’inglese, francese e tedesco appare incomprensibile, se non sul piano tattico: sperare che tedeschi e francesi piuttosto che l’inglese e basta sostengano l’italiano e lo spagnolo.
Avere però diramato pubblicamente questa posizione piuttosto che giocarla nel “retrobottega”, concertandola anzitutto con gli spagnoli visto che la decisione deve essere presa all’unanimità, fa temere che, invece, questa sia la propria convinzione e che sia pronto a cedere nel peggiore dei modi.
Allora è bene chiarire che l’asservimento italiano al trilinguismo costituisce già un duro colpo al nostro Paese e alla democrazia europea ma, quello al solo inglese, rappresenta un’ulteriore libertà in meno per l’Italia, anzi due: gl’italiani che sanno francese e tedesco saranno penalizzati.
Qualsiasi individuo comprende che il “solo inglese” rappresenta l’assenza totale di scelta e la costituzione di un monopolio inaccettabile in una Europa libera e dal libero mercato.
E’ totalmente illogico, oltre che dannoso e discriminatorio e ingiusto, garantire i brevetti solo in inglese. La presentazione di essi in tedesco, francese, italiano e spagnolo collima con gli interessi delle imprese dei paesi che rappresentano il 60% del PIL della UE, e addirittura l’82% del PIL dell’intera area Euro. In questo contesto le economie di Spagna e Italia da sole pesano per il 21% del PIL della UE e per quasi il 30% di quello dell’area Euro!
Ciò rende manifesta l’importanza d’affiancare spagnolo e italiano al francese, inglese e tedesco come lingue dei brevetti, in netto contrasto con la proposta Barnier e, evidentemente, ancor più con quella del Ministro Ronchi.
E’ assurdo che la protezione della proprietà industriale sul suolo europeo divenga meno onerosa per un’impresa australiana o americana, che per un’impresa austriaca o francese. Tanto più se si considera, tra le altre cose, che il funzionamento delle istituzioni europee è pagato coi soldi dei contribuenti europei.




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