Ministro, eviti il genocidio dell’italiano

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MINISTRO, EVITI IL GENOCIDIO DELL’ITALIANO.

Monia Chimienti – www.eraonlus.org.

AI PROSSIMI Stati generali della lingua italiana, che si svolgeranno a Firenze il 20-21 ottobre, Giorgio Pagano ha deciso di lavorarci non solo per tempo ma, soprattutto, perché non si concludano senza il necessario cambiamento di politica linguistica tanto auspicato anche dall’Accademia della Crusca. Per incarnarne l’urgenza ha fatto 50 giorni di sciopero della fame in dialogo con il ministro Giannini, facendo presente che l’attuale politica anti-lingua italiana porta alla distruzione dell’unità del Paese, all’annullamento della nostra storiad’indipendenza e libertà, che va dal Risorgimento a 3 guerre d’indipendenza, da 2 guerre mondiali a una Resistenza. Per scongiurare il genocidio italiano nell’istruzione il segretario dell’Associazione Radicale Esperanto chiede alla Giannini di non sostenere il sovvertimento dello Stato per via linguistica e non avallare al Consiglio di Stato il Politecnico di Milano nel vietare l’italiano per sostituirlo con l’inglese; mettere in discussione gli aiuti di Stato permanenti che l’Europa, attraverso l’uso esclusivo di 1 o 3 lingue, fornisce ai cittadini britannici e, in misura minore, a francesi e belgi come a tedeschi ed austriaci; richiedere all’UE misure economiche compensative della discriminazione linguistica che, mentre genera profitti per la Gran Bretagna stimati in 18 miliardi di Euro l’anno, è responsabile di 60 miliardi d’euro di perdite italiane per l’inglesizzazione obbligatoria dei propri cittadini. Tassa linguistica che pesa su ciascuno di noi per 900 Euro/anno. Il ministro, dopo aver dato appuntamento a Giorgio Pagano , si è poi sottratta al confronto. Però a ‘Radioanch’io’ alla domanda «il Politecnico di Milano ha deciso d’insegnare le materie specialistiche in inglese. Alcuni professori hanno fatto ricorso. Il Tar ha dato ragione a loro. Che cosa si può fare per impedire che si ripeta uno scandalo di questo tipo?»
Stefania Giannini ha risposto: «Che sia il Tar a pronunciarsi sulle libere scelte delle università anch’io lo trovo abbastanza sconcertante».

 

(Da La Nazione del 12 luglio, pag.24)

La_Nazione_-_Monia_Chimienti.pdf




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