Milano, contro l’obbligo dei corsi in inglese i professori del Politecnico scrivono a Mattarella. Il rettore Azzone: Rappresentato il 10% dell’università.

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Milano, contro l’obbligo dei corsi in inglese i professori del Politecnico scrivono a Mattarella.

La lettera è firmata da 126 fra docenti e ricercatori dell’ateneo che lamentano una grave mancanza di democrazia interna. Il rettore: “Rappresentato il 10% dell’università”.

di Luca De Vito.

“Al Politecnico c’è un deficit democratico “. È una lunga, dura, lettera firmata da 126 fra docenti e ricercatori dell’ateneo di piazza Leonardo da Vinci e indirizzata al capo dello Stato Sergio Mattarella che sarà ospite all’inaugurazione dell’anno accademico dell’università. Una lettera in cui si ricorda soprattutto l’episodio che ha spaccato in due il corpo docente del Politecnico, ovvero la decisione di introdurrel’inglese obbligatorio come lingua di insegnamento per le lauree magistrali e i dottorati.

“Un esempio evidente del deficit democratico di cui soffre oggi l’università – scrivono i firmatari che si rivolgono a Mattarella – è costituito, per quanto specificamente riguarda il Politecnico di Milano, dalla questione dell’esclusione dell’italiano come lingua di insegnamento nelle lauree magistrali”. Nella lettera si fa poi riferimento alle parole pronunciate dallo stesso presidente della Repubblica nel suo ultimo intervento a Milano, ospite della società Dante Alighieri: “Dobbiamo difenderla anche da noi stessi la nostra lingua rispetto a immotivate sostituzioni con locuzioni di altre lingue o rispetto a destrutturazioni che ne attenuino la grande ricchezza espressiva”.
Il richiamo al presidente Mattarella è l’ultimo capitolo di una battaglia interna all’ateneo che ha visto ricorsi al Tar contro la decisione del rettore Azzone e due gradi di giudizio che hanno sostanzialmente confermato le tesi dei ricorrenti. Si attende però il pronunciamento della Corte costituzionale che non ha ancora calendarizzato la sentenza e che probabilmente slitterà al 2016. Per il rettore del Politecnico quelle contenute nella lettera sono “opinioni assolutamente legittime che però appartengono a meno del 10 per cento del Politecnico. La grande maggioranza dell’ateneo non la pensa così”.
Il tema dell’inglese obbligatorio non è l’unico affrontato nel messaggio inviato a Mattarella. “Diverse sono a nostro avviso le ragioni di preoccupazione – scrivono gli universitari – che vanno dalla verticalizzazione, che ha caratterizzato tutti i più recenti provvedimenti che si sono occupati della “forma di governo” delle università e i cui effetti sono oggi evidenti, a partire dalla marginalizzazione degli organi collegiali, fino all’uso distorto della parola d’ordine del “merito” per mascherare una generalizzata riduzione
dei finanziamenti all’Università – già ai livelli minimi fra i Paesi più avanzati – anziché garantire un accesso alla ricerca e all’alta formazione equamente distribuito su tutto il territorio nazionale”. In particolare, per quanto riguarda il capitolo finanziamenti, i 126 professori del Politecnico sottolineano “il blocco degli scatti stipendiali che i docenti universitari, unica categoria dell’apparato statale, continuano a subire “.
(Da milano.repubblica.it, 26/10/2015).

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