Messico: Comunità indigene sgombrate
Messico: Comunità indigene sgombrate
Ricevuto dal Centro dei Diritti Umani, Fray Bartolomè de las Casas, Frayba, Ocosingo, Chiapas,19 marzo 2008.

Alle organizzazioni indigene e contadine
Ai mezzi di comunicazione del paese e di tutto il mondo
All’opinione pubblica nazionale e internazionale
Ai relatori delle Nazioni Unite per i popoli indigeni
Ai governanti e ai funzionari della pubblica amministrazione municipale, statale e federale.

Ci permettiamo di manifestare in modo molto rispettoso attraverso questo mezzo; siamo uomini, donne bambini e giovani appartenenti a gruppi di proprietari sgomberati dalle terre delle comunità del comune di Ocosingo e Altamirano. Siamo stati sgomberati dalle nostre comunità di origine perdendo ogni nostro bene come la terra, le case, gli animali,ecc…
A causa del conflitto,ormai conosciuto da tutti, queste famiglie tuttora non hanno potuto fare ritorno alle loro comunità d’origine giacché le nostre terre sono in mano ad altre persone e non esistono più le condizioni per un ritorno; questo problema non è stato ancora risolto.
A causa della mancanza di volontà politica dei nostri governi, sono già passati anni e le richieste dei proprietari sgomberati non sono state prese in considerazione. Vogliamo sottolineare che non abbiamo chiesto il territorio, ma abbiamo proposto al Governo di Juan Sabines Guerrero il pagamento dei diritti agrari, che ci spettano,nel 2007.
È stata fatta questa proposta, ma per mancanza di volontà e/o capacità non ci è stata fatta nessuna proposta né tanto meno ci è stata data un’alternativa di negoziazione; a quanto pare questo problema non è stato preso sul serio né con responsabilità da parte dei funzionari visto che c’è stato detto che nel 2008 ci sarebbe stata una continuazione e una risposta favorevole.
Come indigeni consideriamo il fatto dello sgombero forzato non un evento isolato, ma solo una manifestazione in più della violenza statale. In questo senso la continuazione dello sgombero ha a che fare fondamentalmente con l’ingiustizia e la violenza generate dalla mancanza di memoria, dalla discriminazione e dall’impunità.
Per tanto le misure per una soluzione devono essere accompagnate a una vera applicazione della giustizia che contempli la verità, un giudizio giusto e un risarcimento dei danni che oggi, chiediamo vengano presi in considerazione attraverso azioni concrete per giungere a capo di questo problema .
Chiediamo nel modo più attento possibile che si prenda posizione su questo problema; che le istituzioni (CDC, SEPI, COMMISSIONE PER LA PACE, AFFARI AGRARI) si occupino realmente di questo problema, visto che dicono che stanno lavorando su questo caso,ma non hanno mai dimostrato, con i fatti, i progressi che stanno facendo o che hanno fatto.
Noi, come proprietari di questi territori, affermiamo e precisiamo che, nel caso in cui non si ottenga una risposta né un’alternativa favorevole, ritorneremo,258 famiglie, per formare un nuovo centro abitato all’interno della riserva dei Montes Azules, visto che esistono compagni indigeni che sono stati minacciati di essere espulsi dalle loro comunità di origine , tenendo in conto che anche noi abbiamo gli stessi diritti di vivere degnamente con le nostre famiglie.
Per questo sollecitiamo che, attraverso il governo di Juan Sabines Guerrero, ci siano resi noti i progressi della proposta presentata durante i primi mesi del suo governo nel 2007; e che ci sia data un’alternativa e ci sia proposta un’iniziativa nel Congresso di Stato e nella Camera dei Deputati su questo problema che tanto male ci ha procurato.Come sfollati interni al Chiapas, continuiamo a fare tale proposta.
PROPOSTA DEI PROPRIETARI TERRIERI
  1. Pagamento dei diritti agrari. –Questa proposta vuole una risposta in fatti e non parole visto che, nel 2006, ai piccoli proprietari è stata versata una somma di 5.400.00 pesos per ettaro per le terre occupate nel 2007 e .sono state risarcite un certo numero di famiglie con 360.000.00 pesos.
Secondo il diritto , per questa ragione, chiediamo di essere considerati facenti parte di questo programma visto che ci avvaliamo dei diritti agrari.
Dopo più di 13 anni di dialogo e avvicinamento verso i funzionari dei diversi ex-governi, che non hanno avuto la volontà politica di portare a termine le proposte da noi presentate, come anche il fatto di non aver preso in considerazione nessun tipo di accordi realizzati durante le negoziazioni, ancora una volta, tenendo in conto la sua volontà e capacità per trovare una soluzione a tale problema, chiediamo a lei e ai suoi funzionari una risposta e non una promessa che abbiamo già sentito e risentito. Siamo stanchi di ascoltare sempre le stesse false speranze che causano solo dolore alle nostre famiglie.
Dinnanzi a questa situazione chiediamo di formare un tavolo di trattative, con persone capaci di dare un’alternativa, cercando così di trovare una soluzione armonica e pacifica a questa domanda che affligge i proprietari e le famiglie di sfollati. Vogliamo che sia fatta valere la Costituzione Messicana e che siano controllati i principi dell’ONU che regolano gli sgomberi interni, per vedere se realmente si stanno seguendo nel nostro Stato
Rispettosamente:
I Rappresentanti dei Proprietari di Ocosingo.
Rappresentante: Località.

C. Nicolás Ruiz Pérez. Ej. Plan De Gpe.
C. Francisco López Santiz. Ej. Santa Elena
C. Marcos Guzmán Ruiz. Ej. El Prado Pacayal
C. Vicente Henández Rodas. Ej. Amador Hdez. González.
C. Julián Méndez Córdova. Ej. Guanal.
C. Fidelino Lorenzo Jiménez. Ej. Las Tacitas.
C. Saragoza Jiménez Albores. Ej. Hermenegildo Galeana.
C. Abelardo Gómez Sánchez. Ej. La Garrucha.
C. Miguel Gómez López. Ej. Ramón F. Balboa.
C. Pedro Hernández López. Ej. Santa Lucía.
C. Humberto Gomez Caballero. Ej. Avellanal.
C. Alberto Pérez Santiz. Ej. La Ibarra
C. Tomás Gómez Morales. Ej. La Sultana
C. Vicente Hernández Vázquez. Ej. San Francisco
C. Ismal Hidalgo Pérez. Nvo. Altamirano

Reppresentanti di Altamirano.
C. Conrrado Lorenzo Cruz. Ej. Lázaro Cárdenas.
C. Marcos Gómez López. Ej. San Marcos•
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