Inno d’Italia: Mentre l’inno di Mameli si deve addirittura studiare, nessuno, tranne i Radicali, si pronuncia sulla colonizzazione inglese dei nostri atenei.

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«La partitocrazia si preoccupa d’introdurre lo studio obbligatorio dell’inno di Mameli e non di difendere e promuovere la lingua italiana che sta per essere soppiantata nelle università da quella inglese, come nel caso del Politecnico di Milano».

Così Giorgio Pagano, segretario dell’Associazione Radicale Esperanto, commenta l’approvazione da parte del Senato del disegno di legge governativo che introduce la “Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della bandiera”, che si celebrerà il 17 marzo.
«La lingua italiana è il fattore principale nella formazione dello spirito e della cultura di una nazione ma si è deciso che l’aspetto linguistico non riguardi la Giornata dell’Unità nazionale.
Del resto come avrebbe potuto, considerando che, sia alla Camera che al Senato, la ‘risposta alle interrogazioni’ viene chiamata in inglese ‘question time’!»




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