Melandri al Maxxi: Comincia già malissimo se il suo riferimento è la Tate Modern.

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Melandri al Maxxi, Pagano (Radicali/ERA): Comincia già malissimo se il suo riferimento è la Tate Modern.

«La storia della sua Direzione comincia già malissimo se il riferimento ideale della Melandri per il Maxxi è la Tate Modern piuttosto che dei Nuovi Uffizi dell’Arte contemporanea europea» – dichiara Giorgio Pagano che, oltre ad essere Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto è artista, già Transavanguardia e Nuovi Nuovi, fautore di quella ch’egli definisce “scultura sociale”.

«Gli artisti in Europa sono stanchi e nauseati da tanti, troppi, decenni di arte e cultura angloamericana sostenuta dalla Cia o dai Servizi di Sua Maestà, e basta leggersi “Gli intellettuali e la CIA” della Sanders o “Il Golpe inglese” di Cereghino e Fasanella per conoscerne un po’ le iniziative atte alla corruzione del pensiero individuale e collettivo italiano, e non solo» – continua Pagano.

«A tale proposito vorrei ricordare alla Melandri le parole di Lucio Fontana che diceva: “Ma tu vedi, però, adesso a cosa siamo ridotti? Che tutto il prodotto, ormai, è suggerito dagli americani. Se io dico che ho fatto i neon, questo signore che sta facendo i neon adesso, dice che io sono un sottoprodotto degli americani. E loro non accetteranno mai che tu hai fatto i neon vent’anni fa. Pollock è contemporaneo a me, vende i quadri a cento, duecento milioni. Lui ha dei quadri del ’52, ’53 che sono imbrattati di colore, io li ho già coi buchi… È molto più importante la mia scoperta che quella di Pollock. Siccome noi non abbiamo i miliardi che hanno loro per fare il lancio, siamo sottoprodotto degli americani, e l’arte fredda con la linea di Manzoni non l’hanno raggiunta ancora, come gesto di libertà, così. lo vorrei, domani, fare un congresso internazionale e aggiornare trent’anni, quarant’anni di pittura e far vedere agli americani che loro non sono in niente precursori, oggi come oggi, dell’arte europea, che loro dicono che l’Europa è finita. Te l’assicuro, che li lascerei lì come un fagiolo”.

Ecco la Melandri dovrebbe ripartire da Fontana e fare, come prima iniziativa, proprio quella dichiarata dal grande artista italiano a Carla Lonzi negli anni ’60: un convegno internazionale che aggiorni all’oggi, ottant’anni e oltre di pittura e faccia vedere agli americani che loro non sono in niente precursori dell’arte europea, che loro dicono che l’Europa è finita» – conclude il Segretario dell’ERA.

Roma, 21.10.2012




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