Maturità al linguistico: l’inglese quest’anno «piglia tutto»

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Per la prima volta è il ministro a scegliere la lingua della seconda prova. La docente: «Rischio cannibalizzazione». Il preside: «Ma ormai sono altre le lingue che incalzano»

di Antonella De Gregorio

L’inglese quest’anno «spacca» direbbero i teenager. Inglese pigliatutto, confermano i prof. È una delle novità della Maturità 2015, che interessa il liceo Linguistico. Oggetto della seconda prova d’esame, che i ragazzi sosterranno il 18 giugno, sarà «Lingua e cultura straniera 1». Un modo per dire che cambia tutto. Le modalità di scelta, innanzitutto: fino ad oggi lo studente selezionava direttamente, il giorno dell’esame, la lingua su cui cimentarsi, potendo optare fra tutte quelle affrontate nel quinquennio. Quest’anno, invece, la lingua straniera è stata scelta del ministero, che ha indicato come materia della seconda prova, appunto, la «prima lingua», quella studiata in modo più approfondito nel corso dei cinque anni. Nella quasi totalità dei casi, l’Inglese (che sarà oggetto della seconda prova anche all’Istituto tecnico per il Turismo). Il Miur, è vero, dice che «potrà essere diversa» a seconda «dell’offerta formativa individuata dalle singole scuole», ma la realtà è che in pochi istituti si dedica a francese, tedesco o spagnolo un monte ore superiore all’idioma britannico. Insegnato «in maniera prevalente» nel 92% dei licei linguistici italiani: 641 per la precisione, tra statali e non; contro le 44 scuole dove la lingua straniera più «importante» è il francese, le otto che propongono più ore di spagnolo, le 3 in cui predomina il tedesco.

Irrilevanti
Una novità importante, che limita la scelta dei ragazzi e che ha creato qualche malcontento. Perché «tutta questa enfasi sull’inglese rischia di far scivolare nell’irrilevanza le altre lingue», sostiene Maria Teresa Pirovano, che l’inglese lo insegna al liceo Virgilio di Milano. Tra l’altro, la prova è affidata a commissari esterni, e invece lei contava di poter portare, da «interna», i suoi ragazzi all’esame. Sarà invece qualcun altro a valutarli.
Una sola lingua
Crolla insomma la Torre di Babele: il giorno della seconda prova, il 18 giugno, i ragazzi avranno in mano solo testi in inglese. La pluralità delle lingue – elemento distintivo di un percorso di studi che ha visto la luce nel 1970 come «Istituto tecnico provinciale di cultura e lingue» e diventato liceo a tutti gli effetti solo 15 anni dopo – parlerà con una sola voce, l’esperanto dell’economia e dell’informatica, dell’Impero Britannico e della potenza Americana.
Il Linguistico
Una tipologia di scuola che quest’anno ha intercettato quasi il 10% degli studenti che si sono iscritti a un istituto superiore: 47.430 quelli registrati al primo anno, per l’81% ragazze. Che studiano le lingue e le relative espressioni culturali, comprendendo un totale di cinque lingue nell’intero corso di studio: la lingua e la letteratura italiana, la lingua latina nel biennio, e tre lingue straniere e le relative letterature nel quinquennio. L’offerta delle lingue straniere viene lasciata ai singoli istituti, anche se le prime due sono spesso due lingue comunitarie, generalmente inglese, spagnolo, francese, tedesco. La terza, invece, può essere una delle lingue comunitarie, oppure russo, cinese, arabo o giapponese.
Cinese
Ma la preoccupazione che le lingue «altre» siano trascurate a vantaggio dell’inglese non è però condivisa dal dirigente del linguistico Manzoni di Milano, Giuseppe Polistena: «Per noi non è una novità significativa: da sempre facciamo Lingua 1 e 2 allo stesso modo, con lo stesso monte ore e il medesimo livello di approfondimento», dice. «E la mia opinione è che l’inglese abbia raggiunto il suo picco, non credo che guadagnerà altro terreno nei prossimi anni. Altre lingue incalzano: il cinese, per esempio, che nel periodo medio-lungo avrà sempre più corsi dedicati e un numero crescente di iscritti». Prima scuola superiore in Lombardia ad inserire il cinese tra le lingue straniere ben 8 anni fa, «la» Manzoni ha oggi 350 iscritti che studiano mandarino: in 10 classi compare come seconda lingua e in 8 classi come terza lingua; 7 gli insegnanti di cinese, di cui 2 madrelingua per le lezioni di conversazione.
Prova d’esame
Per quanto riguarda la prova d’esame che i ragazzi del Linguistico affronteranno il 18 giugno, rimangono inalterate le modalità di svolgimento, che prevedono una parte destinata all’analisi e alla comprensione di un brano e una dedicata all’elaborazione di un testo narrativo, descrittivo o argomentativo. Ma quest’anno – e questa è l’altra novità – saranno proposte quattro tracce di tipologia diversa (attualità, storico-sociale, letteratura, testo artistico), anziché due. Il Miur ha fatto circolare un esempio di traccia completa, per consentire agli studenti di familiarizzare con il formato della prova. Gli studenti sceglieranno uno dei quattro brani e risponderanno a dieci domande di «comprensione del testo». La seconda parte della prova prevede la «produzione» di un brano di 300 parole, rispondendo a una di due domande.

http://www.corriere.it/scuola/secondaria/15_giugno_03/maturita-linguistico-l-inglese-piglia-tutto-106a069a-09fe-11e5-b7a5-703d42ecd92c.shtml

 

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