Matteoli: "L’Italia punterà sul vento. Il Sud ci metterà in linea con l’Europa

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15/12/2004, Corriere della Sera, pag. 6

L'intervista il ministro annuncia la svolta sull'eolico. che si quintuplicherà entro il 2010

Matteoli: «L'Italia punterà sul vento
Il Sud ci metterà in linea con l'Europa»

Di Alessandra Arachi
E’ deciso altero Matteoli, ministro dell'Ambiente: «Puntiamo sul vento». Ovvero: «L'Italia rilancerà lo sviluppo dell'energia eolica. Meglio: lancerà lo sviluppo, visto che fino ad oggi si è fatto davvero ben poco».
E come mai si è fatto così poco per un'energia apparentemente così pulita?
«Beh, basti pensare che il comitato più importante che osteggia l'energia eolica è guidato da un ex-ministro dell'Ambiente, Carlo Ripa di Meana. Per questo oggi ci troviamo in un grande ritardo su questa energia. Dobbiamo sbrigarci per riuscire a metterci in linea con l'Europa».
Cosa vuol dire metterci in linea con l'Europa?
«Rispettare ed applicare concretamente una direttiva europea emanata nel 2001. Una direttiva che dice che entro il 2010 tutti i Paesi europei devono produrre almeno il 22,5% di energia rinnovabìle sul totale della produzione».
E l'Italia? Siamo molto lontani da questa percentuale?
«In numero assoluto no: oggi in Italia circa il 19% dell'energia prodotta è rinnovabile. Ma non va bene questa produzione: è troppo sbilanciata verso l'idroelettrico che rappresenta circa il 16% di questo 19%. E non va bene».
Come dobbiamo fare, quindi?
«Riequilibrare le percentuali di produzione. Aumentare l'eolico, ma anche il geotermico e, per quanto possibile, il fotovoltaico».
Quanto è adesso la produzione generale di energia eolica in Italia?
«Circa l'1% del totale. Ovvero: una potenza di circa mille megawatt, 2 miliardi di chilowattore».
A quanto vogliamo arrivare?
«L'obiettivo finale è passare dall'attuale produzione dell'1 al 5%. Ovvero: da mille a cinquemila megawatt».
Per quanto riguarda l'energia del sole, invece?
«Per l'energia fotovoltaica non siamo ancora pronti, le tecnologie sono arretrate e ci sono soltanto progetti pilota».
Per la produzione dell'energia eolica invece si, siamo pronti? I progetti e le autorizzazioni ci sono?
«Siamo pronti. O, meglio: saremmo pronti su molti piani. Le tecnologie sono più che mature, anche i progetti e le localizzazioni dei siti ci sono, sono state fatte in larga parte. Abbiamo anche dato operatività all'osservatorio nazionale sulle fonti rinnovabili per coordinare al meglio il lavoro».
Però…
«Le autorizzazioni devono passare attraverso le regioni. E sono state le stesse regioni a dotarsi di una legge che ha reso obbligatoria la valutazione di impatto ambientale rispetto ai progetti degli impianti eolici. Si sa che fino a oggi i progetti di questi impianti sono stati molto osteggiati per via del problema dell'impatto sul paesaggio. Le torri degli impianti eolici producono energia inquinando zero, però sono fatte con il cemento armato».
Le regioni non sono pronte a dare queste autorizzazioni?
«Alcune le hanno già date. Altre devono ancora discutere. Rendere obbligatoria la valutazione di impatto ambientale ha allungato i tempi, ma penso sia giusto».
Quante sono oggi in Italia le torri degli impianti eolici?
«Sparse per tutto il territorio (ma principalmente concentrate al Sud) sono circa 1500».
E portando a regime tutti i progetti quante diventeranno le torri degli impianti?
«Non si può fare una moltiplicazione algebrica così semplice. Però si può dire che se dobbiamo quintuplicare l'energia prodotta, potremmo superare le 7 mila unità».
Ci sono progetti pronti? O in via di costruzione?
«Beh, già in Sicilia ci sono progetti che stanno per essere completati, nel giro di poche settimane. Parlo del sito di Monte Zimmarra Ganci, in provincia di Palermo: sono 27 megawatt che potranno partire tra la fine di quest'anno e l'inizio del prossimo. Così come il sito di Cozzo Vallefondi Montemaggiore, anche questo in provincia d Palermo: altri l0 megawatt da avviare a breve. E poi, come ho già detto, in generale il potenziale dell'eolico si trova in maggior parte nel Sud».
Ovvero, oltre la Sicilia?
«La Sardegna e l'Appennino meridionale. Che vuol dire Basilicata, Abruzzo, Molise, Puglia, Campania. E anche la Calabria».

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