Manuale per badanti

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«Tu fame?» E la badante imparò l’italiano

Le frasi «da lavoro» per immigrati. Glossario in 10 lingue

di Laura Guardini

Facile imparare «ho freddo, ho caldo» in un’altra lingua, oppure «nonno, nipote». Meno facile se si tratta di «pentola a pressione, aspirapolvere, candeggina». Ma queste sono solo le più semplici tra le espressioni che capita di usare a una badante o – come preferiscono chiamarla gli studiosi dei flussi migratori – a un’assistente domestica. In Lombardia sono sempre più numerose – siamo a circa 38 mila su un totale di 281 mila lavoratrici immigrate – e formano un gruppo in continua trasformazione, segnato da un turn-over velocissimo. «Perché – spiega Laura Zanfrini, professoressa di Sociologia delle migrazioni all’Università Cattolica e studiosa dell’Ismu (Iniziative e studi sulla multietnicità) – questo è il primo lavoro possibile all’arrivo in Italia, il più disponibile, quello che comincia con il risolvere anche il problema dell’alloggio. Poi, però, appena possibile si cambia». Le badanti lombarde sono il 13,5% delle lavoratrici immigrate: altrettante, all’incirca, sono le donne al lavoro nel settore della ristorazione, mentre le più numerose sono le colf a ore, che rappresentano circa il 18% del totale.

Le donne arrivate dall’Ucraina sono di gran lunga le più numerose tra le badanti: circa un terzo del totale, mentre il 12% viene dal Perù e il 10 dalla Romania. Se la lingua è il primo problema per tutti i circa 800 mila immigrati in Lombardia (con le concentrazioni maggiori in provincia di Milano – 350 mila – e Brescia – 128 mila -), per chi lavora a stretto contatto con persone anziane l’ostacolo può essere ancora più alto da superare. Un aiuto arriva da programma di alfabetizzazione avviato già nel 2000 dal Rotary International distretto 2040 (raggruppa oltre 70 club milanese e dell’area nord della Lombardia) con l’appoggio della Regione Lombardia e dell’Associazione comuni italiani: il glossario destinato alle badanti e al personale di assistenza delle case di riposo. Ci sono tutte le parole della casa, della famiglia, della spesa, della malattia in dieci lingue: italiano, inglese, russo, tedesco, cinese, arabo spagnolo, portoghese, rumeno, francese). Ci sono anche frasi più articolate (Dove senti male? A che ora finisce il turno? Quando c’ è il telegiornale?) e le illustrazioni per capire ancora più chiaramente. «Abbiamo deciso di curare una serie di manuali di alfabetizzazione per aiutare l’inserimento nel mondo del lavoro qualche anno fa dopo che, nel 2000, avevano avuto successo i nostri corsi di inglese e informatica per i giovani, italiani e non» dice Gianfausto Ferrauto, vicepresidente della commissione alfabetizzazione del Rotary. «Visto che vengono da noi tanti stranieri, meglio aiutarli a inserirsi». Così, ecco un primo lavoro di sondaggi e interviste per capire da quali settori venisse la richiesta maggiore. Ed ecco i primi manuali: come quello destinato a chi lavora il marmo, dapprima richiesto negli stabilimenti della zona di Como, poi accolto con interesse anche in Veneto e a Carrara. Lo stesso accade per questo glossario destinato alle badanti, ma in qualche misura anche alle famiglie presso cui lavorano, perché è uno strumento che si usa nei due sensi della comunicazione. «Il nostro programma è illustrato anche in 50 mila pieghevoli che il ministro dell’Interno ci ha autorizzato a offrire attraverso le prefetture» aggiunge Ferrauto. Così, oltre alle badanti, potranno procurarsi un glossario «su misura» anche falegnami e muratori. E, in preparazione, ci sono altri volumi destinati a florovivaisti e commessi, meccanici, idraulici ed elettricisti.

La scheda

Il VOLUME In 60 pagine, il glossario «per badanti e ausiliari nei ricoveri per anziani» raccoglie vocaboli ed espressioni di uso comune in 10 lingue

ALTRI MANUALI Sono dedicati a falegnami, lavoratori dell’edilizia e del marmo. C’ è anche un volume dedicato alla medicina, con una serie di domande e risposte per facilitare la comunicazione tra medico e paziente

IL SITO I glossari e altre informazioni sono disponibili sul sito www.alfabetizzazione.it (Dal Corriere della Sera, 31/1/2007).

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