Manifestazione: NO ALLA GUERRA DELLE LINGUE!

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Primavera d’Europa e Autunno delle lingue europee
NO ALLA GUERRA EUROPEA DELLE LINGUE!

Dovremmo sentirci colpevoli del fatto che il nostro modo di parlare stia uccidendo così tante altre lingue? Non è un genere ancor più sinistro del colonialismo che noi praticavamo cento anni fa? Non troppo tempo fa noi prendevamo le loro materie prime. Ora noi invadiamo le loro menti, cambiando lo strumento primario col quale loro pensano: la “loro” lingua.

“Should we feel guilty that our way of speaking is obliterating so many other tongues? Is it not a more sinister kind of colonialism than that which we practised a hundred years ago? Once we just took their raw materials. Now we invade their minds, by changing the primary tool by which they think: “their” language. Linguicide: the death of language.”
The Independent, 10 March 2002.

Per aiutare le scuole ad organizzare un evento che possa coinvolgere maggiormente studenti e insegnanti nella definizione di una nuova Europa tramite la Convenzione europea, la Commissione europea ha indetto, per il 21 marzo 2003, lo Springday. Come sempre in inglese! Incuranti del fatto che l’inglese, per autodenuncia stessa degli anglosassoni (vedasi la citazione de The Independent), è la principale artefice della morte delle lingue del mondo si continua, come incuranti macchine da guerra, a propagarne a dismisura l’invasione, fintanto che tutte le nostre lingue saranno ridotte a dialetti e poi a “scheletri”. E’ l’Autunno delle nostre lingue che passa attraverso i tanti “Springday” anglosassoni. Un autunno che vede i nostri ragazzi obbligati oggi dai nostri politici ad apprendere due lingue straniere e i ragazzi del Regno Unito NESSUNA! Dove sono finiti i valori democratici, di giustizia, delle pari opportunità sociali? Perché continuare a precipitare verso la dittatura linguistica? Lo sappiamo. Le dittature si affermano col consenso imposto dalla distruzione dell’alternativa. Oggi la distruzione dell’informazione su l’altra lingua internazionale, sull’Esperanto, ne è il viatico necessario. La Circolare ministeriale 126/95 (vedasi su linguainternazionale.it) aveva già individuato nella Lingua Internazionale un contributo importante per la democrazia linguistica europea e la salvaguardia delle lingue è da lì che dobbiamo riprendere il discorso: tutti!




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