Ma un antitrust per le lingue non c’è!!!

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Microsoft starebbe valutando la possibilità di sospendere le vendite di Windows in Sud-Corea. Alla base, naturalmente, non ci sono problemi tecnici o di sicurezza che riguarderebbero quel paese, ma un braccio di ferro tra le due istituzioni che si protrae ormai da più di un anno.
Tutto ebbe inizio con un indagine dell’autorità anti-trust sud-coreana, la quale rilevò condizioni di effettiva posizione monopolistica nel campo degli istant messenger e dei media player. I due componenti, essendo inclusi nel sistema operativo Windows, godrebbero di maggiore visibilità rispetto ad altre alternative concorrenti, che invece è necessario scaricare. L’anti-trust sta quindi facendo pressioni affinché Microsoft tolga questi due componenti dal sistema.
L’azienda di Redmond ha risposto che togliere istant messenger e media player dal sistema sarebbe una spesa troppo elevata per la sola sud-corea, essendo questi due componenti strettamente legati allo stesso Windows. Ha quindi minacciato lo stato asiatico di sospendere le vendite in quel territorio finché la vertenza non sarà tolta.
La minaccia di Microsoft di privare la Sud-Corea di un sistema operativo utilizzato dal 90% della popolazione rappresenta una seria questione che il governo dovrà attentamente valutare. Microsoft, dalla sua, conta sulle sue enormi dimensioni, per cui può a buon rendere privarsi per un po’ delle vendite in quel piccolo stato, finché le pressioni dell’anti-trust non saranno ritirate. Sarebbe anche plausibile, nonché desiderabile per certi versi, che la Sud-Corea decida di rispondere puntando sulle alternative di Microsoft, come Linux, Mac OS X o Solaris: un modo per riaffermare la sovranità di uno stato rispetto a un impresa privata straniera.
Non è la prima volta che Microsoft viene condannata. L’Unione Europea ha recentemente multato il gigante di Redmod per 497 milioni di euro per pratiche lesive della concorrenza; inoltre ha imposto la realizzazione di una versione di Windows senza componenti aggiuntivi come il media player integrato. Attualmente Microsoft sta ricorrendo in appello per quanto riguarda la multa (i soldi sono comunque già stati depositati) e, in collaborazione con le autorità europee, decidendo in che modo realizzare la versione priva di Windows Media Player. Quest’ultima è stata oggetto di più di qualche contrasto, in quanto Microsoft ha proposto di venderla allo stesso prezzo della versione full, pratica che di fatto la screditerebbe irrimediabilmente di fronte ai consumatori.
Per completare il quadro, è necessario aggiungere che la vertenza in Unione Europea è stata iniziata da un diretto concorrente di Microsoft nel campo dei media player, Real Networks. Le due società hanno recentemente stipulato un accordo extra-giudiziale che condanna l’azienda di Redmond a pagare oltre 700 milioni di dollari a Real per chiudere il caso in tribunale. In Unione Europea comunque, la giustizia continua.

(Fonte: Java Open Business)




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