Ma D’Alema sa l’inglese?

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Ma D’Alema sa l’inglese?

Caro Severgnini,

se Massimo D’Alema diventasse ministro degli Esteri europeo, come se la caverebbe con l’inglese? Riuscirebbe a sostenere una intervista con la CNN? Javier Solana se la cava molto bene con questa lingua, mentre ricordo che D’Alema aveva bisogno dell’interprete quando era premier. A me pare che, per questo nuovo incarico europeo, una buona conoscenza dell’inglese sia una condizione sine qua non. Giuliano Amato, ad esempio, mi sembra più idoneo.

Saverio Pandolfo , saverio.pandolfo@hotmail.it

Caro Pandolfo, lei solleva una questione misteriosa e affascinante. D’Alema, quando lo intervistammo nel 1997 per The Economist (ero con un collega britannico), ci disse di non capire l’inglese, ma non era vero (Berlusconi, il contrario). Secondo me, invece, capiva; si sentiva però insicuro e non voleva parlarlo. So per certo che è migliorato, in dodici anni, e oggi è linguisticamente autosufficiente (non credo, in sostanza, che parli per interposto-Bersani). Il motivo? Gli incarichi di governo che ha ricoperto nel frattempo (presidente del Consiglio, ministro degli Esteri), i convegni cui partecipa, ma soprattutto – mi assicurano – uno studio condotto con metodo e cocciutaggine; e all’uomo, come sappiamo, queste qualità non mancano.

Detto ciò, non c’è dubbio che l’inglese aiuti chi ha velleità politiche internazionali. Gli/le consente infatti di parlare coi colleghi di ogni Paese, dovunque e in qualsiasi circostanza, senza interpreti e mediazioni. Ma la conoscenza delle lingue, caro Pandolfo, non è l’unico elemento da considerare, quando si tratta di scegliere un candidato per una carica tanto importante. Glielo direbbe anche Giuliano Amato, dopo aver ringraziato per la stima. Vuole sapere, comunque, se il dottor Sottile accetterebbe di diventare ministro degli Esteri europeo, nel caso (improbabile) gli venisse offerto? Be’, non subito. Diciamo con la velocità di accelerazione dei protoni e degli ioni pesanti dentro il sincrotone del Cern a Ginevra: 99,9999991% della velocità della luce.

http://www.corriere.it/solferino/severgnini/09-11-19/09.spm[addsig]




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