Ma cos’è questo spread?

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Onorevoli gaffe Interrogati dalle Iene, sbagliano anche risposte su deficit e agenzie di rating

Che cos’è lo spread? I politici fanno scena muta

I politici italiani “cadono” su spread e deficit. Interrogati da Sabrina Nobile delle “Iene” – stasera su Italia 1 – in molti si sono arrampicati sugli specchi. Qualche esempio? Secondo Angelo Cera (Udc) “lo spread è la differenza tra quello che si produce e quello che uno realmente spende”: naturalmente è, nell’accezione comunemente usata, la differenza tra le rendite dei titoli di Italia e Germania. L’ammontare del debito pubblico “è qualcosa di incalcolabile, viene da lontanissimo”, secondo Carmelo Briguglio (Fli). “Qualcuno – annuncia una nota del programma condotto da Luca Argentero, Enrico Brignano e Ilary Blasi – ha risposto correttamente come Giorgio La Malfa (Gruppo Misto), ieri ricoverato in ospedale per un malore dopo la votazione sul ddl di Rendiconto generale dello Stato, qualcun altro preferisce non rispondere come Caterina Pes (Pd) o Gianni Pippo (Popolari d’Italia domani), mentre alcuni hanno avuto qualche difficoltà”.
Sullo spread, si smarca subito Marcello Di Caterina (Pdl) che dichiara: “Se parliamo di spread, parliamo in termini economici di qualcosa che praticamente interessa l’economia, ma io non sto in commissione finanze né sto in commissione del bilancio”.
Interrogato sull’agenzia di rating Standard & Poor’s, Angelo Cera, invece, risponde: “Guarda io l’inglese non lo conosco. Io parlo in italiano e per quanto mi riguarda non ti so rispondere su questa domanda. Lo leggo, lo riesco anche a capire, ma non te lo riesco a spiegare”. Quanto al rapporto tra debito pubblico e deficit, per Paola Concia (Pd) il deficit “è legato al debito pubblico. Cioè, se un paese ha un grosso debito pubblico ha un grosso deficit”.
E se per Carmelo Briguglio (Fli) il debito pubblico è “incalcolabile”, per Lorenzo Ria, (Udc) “sono 150 miliardi”. E lo spread? “Beh, lo sa lei cos’è… Lo sa molto bene perché tutti i telegiornali lo spiegano tante volte, quindi è inutile che lo ripeta pure io…”.
(Da La Nazione, 9/11/2011).




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