M5S per la deportazione culturale fin dai 3 anni.

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Stephen, l’attore Samuel L.Jackson, in Django Unchained

M5S per la deportazione culturale fin dai 3 anni.

Complimenti al Movimento 5 Stelle, ch’è riuscito dove neanche la Gelmini aveva osato.

L’emendamento presentato dal citizen Five Stars Francesco D’Uva, della Commissione cultura alla Camera, che prevede l’obbligo dell’insegnamento della lingua inglese fin dalla scuola dell’infanzia, è stato approvato.

I nostri figli colonizzati già a 3 anni, deportati culturalmente dalla loro madre lingua – non il dakota dei Sioux ma l’italiano di Dante – alla lingua padronale inglese. Come gli africani deportati nelle piantagioni del Sud statunitense, sia fisicamente che culturalmente, oggi essi vengono sapientemente preparati ad assaggiare la potente frusta mediatica americana fin dalla più tenera età. Come i vecchi servi che obbligavano i giovani neri a non ribellarsi ed accettare la loro schiavitù, oggi il giovane D’Uva veste i panni del vecchio nero Stephen che odia il libero nero protagonista del film Django Unchained,  e si batte per vederlo incatenato già a tre anni. Prono e pronto ad accettare d’essere figlio d’una madre lingua, nera e negletta e, vendere la propria mente ai padroni anglofoni, gli stessi che devono molte loro fortune allo spionaggio e all’imbroglio commerciale, come NSA insegna.

Tragedia d’un ragazzo siciliano poco più che ventottenne, dimentico dei grandi della sua stessa terra, da Antonello da Messina a Pirandello, che oggi se ne fa lobotomizzatore culturale.

Cosa intende allora il M5S quando insiste nel dire che “dobbiamo riprenderci ciò che è nostro”? Se sono i primi a toglierci ciò che di più atavico è nostro: la lingua italiana; per costringere i nostri bimbi, che ancora non sanno leggere e scrivere nella loro lingua materna, alla deportazione linguistica inglese.

Ma lo sanno i cittadini penta stellati che già oggi la tassa inglese al popolo italiano costa oltre 60 miliardi di euro all’anno?

D’altronde un movimento che fa sentire alla Camera una canzone come “people have the power” di Patti Smith, è evidentemente e palesemente colonizzato. Quando sentiamo parlare un parlamentare 5 stelle, si ha l’impressione di guardare MTV, con discorsi infarciti di espressioni da Vee-jay come “stay-tuned”, o la tanto ostentata “diretta streaming”. Tutto ciò accresce sempre più il divario tra la già scarsa competenza nella lingua italiana, che diminuisce sensibilmente anno dopo anno, e l’incremento di espressioni, temi, parole d’ordine anglofone che, però, si riducono ad una mera imitazione, patetica e a tratti volgare ma che, comunque, non vengono neppure giustificate da un buona competenza nella lingua inglese.

Ormai il ghigno di Churchill, che aveva sancito 70 anni fa l’obiettivo dell’Impero anglofono della mente, sta diventando sempre più marcato. A breve, dobbiamo aspettarci qualche “scienziato” pentastellato che, sull’onda delle scie chimiche e della vivisezione animale, scoprirà il metodo d’insegnare l’inglese anche al feto, affinché nascano bambini già in grado di parlare in inglese e teleguidati come piccoli droni umani. Fino ad allora, però, dobbiamo sperare che l’emendamento venga bloccato al Senato, magari grazie all’intervento di Paola De Pin e Fabiola Anitori, le due senatrici fuoriuscite dal M5S.

Quindi, con buona pace della Dichiarazione dei diritti dell’Uomo che sancisce la non discriminazione per lingua, dopo Letta che chiede alle Università di emettere i certificati di Laurea in inglese, la ministra Carrozza che fa ricorso al Consiglio di Stato per abolire gli insegnamenti in italiano al Politecnico di Milano, e Renzi che vuole il partito cool, la lista del superpartito Sfascia Italia, tra sfascisti governativi e di (finta) opposizione s’allunga. Con i pentastellati che entrano a pieno titolo nel già nutrito gruppo dei fautori della deportazione culturale.

 Nota di Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto.

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Particolare attenzione merita l’attitudine alla menzogna che ormai pervade certa politica di governo come d’opposizione: “promuovere il plurilinguismo attraverso l’inglese”. Come dire: promuovere la democrazia attraverso la monarchia.

Atto Camera 1574
Proposta emendativa 5.26. in Assemblea riferita al C. 1574-A
pubblicata nell’Allegato A del 31.10.2013
  Dopo il comma 4-ter, aggiungere il seguente:
4-quater. All’articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, dopo le parole «formazione integrale delle bambine e dei bambini» sono aggiunte le seguenti «anche promuovendo il plurilinguismo attraverso l’acquisizione dei primi elementi della lingua inglese».
Toninelli Danilo, Brescia Giuseppe, Gallo Luigi, Marzana Maria, Valente Simone, Di Benedetto Chiara, D’Uva Francesco, Vacca Gianluca
approvato.




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