Il M5S non fa inciuci quindi è eversivo

Posted on 2 dicembre 2017 in L'ERA comunica 39 vedi

Con la morte di Marco Pannella, tra le altre cose, è venuto a mancare il punto di vista nonviolento della politica italiana. Punto di vista che, regolarmente, si poteva ascoltare nelle sue conversazioni settimanali a Radio Radicale.
Ne ho sentito particolarmente la mancanza questa settimana, con la prosecuzione di una polemica con le posizioni di Galli Della Loggia sul Movimento 5 stelle che dal Corriere si è spostata sulle pagine de Il Mattino e che ha visto raggiungere una particolare acredine nell’articolo di Biagio De Giovanni dal titolo “La violenza segreta delle parole”.
In questo articolo tutte le 3 parole che ne compongono, appunto il titolo, ci riguardano, una dopo l’altra, così come l’intero senso del titolo. Ci riguardano perché da decenni il Regime partitocratico ha esercitato una violenza senza fine nei confronti dei Radicali di Marco Pannella, perché ha sovvertito in massima parte, con leggi a posteriori, i risultati dei Referendum, ossia di quella democrazia diretta, da noi promossa e perseguita secondo i canoni costituzionali, perché la Radio Televisione di Stato ci ha silenziato accusandoci, a proposito di eversione delle parole, di essere non notiziabili, imbavagliati sistematicamente e secretati persino di fatto di fronte agli italiani.
Nella sostanza, e nella sofisticata difesa del regime partitocratico italiano fatta dall’esponente del PD contro il Movimento 5 stelle, ce n’è una sola nella quale i Radicali di Marco Pannella non potrebbero similmente essere accusati: quella del non dialogo con la partitocrazia italiana.
Che, infatti, al contrario del Movimento 5 stelle, abbiamo sempre perseguito ad oltranza ma, a proposito di visione del mondo che, citando esattamente le parole del renziano De Giovanni, “non può non pesare nel linguaggio e nella drammatica semplificazione delle parole attraverso le quali esso si forma”, siamo stati additati dall’allora Presidente del PD e Vicepresidente della Camera Rosy Bindi come “stronzi che, in quanto stronzi, galleggiano senz’acqua”, così come il Regime partitocratico italiano, del quale il PD è pilastro fondamentale, ha sempre negato dignità interlocutoria e ridotto al silenzio Marco Pannella fino alla fine dei suoi giorni.
La storia di Pannella insegna quindi al Movimento 5 stelle che, se si vuole andare verso il primo governo non partitocratico del Paese c’è solo un modo per sconfiggere il Regime: non allearvisi e non compromettersi con loro in alcun modo. Solo così, gli italiani, possono sperare di avere finalmente la prima Repubblica italiana post partitocrazia.
Quella partitocrazia corrotta che sta perpetrando il genocidio linguistico culturale degli italiani e finanziando con il loro danaro la nazionalizzazione linguistica inglese dell’Italia. Una nazionalizzazione inglese che ci costa ogni anno 54.738.688.500 Euro e a tutta l’Unione Europea non lingua madre inglese 400.578.597.900 Euro ogni santo anno. Quello stesso regime partitocratico che, malgrado inglese inglesi siano in uscita dall’Unione europea, vede un ministro dell’istruzione della Repubblica italiana, che ha giurato di fare gli interessi della nazione, andare a un Convegno della Dante Alighieri a sostegno dell’italiano, mentre poi vara provvedimenti che impongono a bambini di 9 anni o di 13 l’obbligatorietà dell’esame di inglese in quinta elementare ed in terza media, là dove i loro coetanei anglofoni non apprendono nessuna lingua straniera. Ma di questa violenza palese della lingua inglese, non della eversione bensì di sovversione della lingua inglese, che soppianta l’italiano grazie a connivenze e a collaborazionismo di governo e del sistema scolastico nonché universitario italiano, l’europarlamentare per ben due legislature non parla. C’è da sperare quindi che, invece, si abbia la capacità nonviolenta e gandhiana fino alla consapevolezza, che in Gandhi era già del 1908, che insegnare l’inglese a milioni di bambini equivale a schiavizzarli: quello che inteso fare la Fedeli col suo ultimo provvedimento.




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