L’utilità di conoscere lingue straniere per essere assunti

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L’indagine è stata curata da tre docenti di Lingue Straniere dell’Einaudi, che hanno somministrato un questionario di rilevazione dei fabbisogni linguistici nei differenti ambienti lavorativi dei settori turistico, ristorativo e aziendale

Grosseto: L’istituto L.Einaudi ha recentemente promosso un’iniziativa destinata ad aziende del territorio ed associazioni di categoria, per rilevare quali conoscenze di lingue straniere possono rivelarsi utili in contesti lavorativi dei vari settori. L’indagine è stata curata da tre docenti di Lingue Straniere dell’Einaudi, che hanno somministrato un questionario di rilevazione dei fabbisogni linguistici nei differenti ambienti lavorativi dei settori turistico, ristorativo e aziendale. La continua collaborazione con il mondo del lavoro contraddistingue da anni l’operato dell’Istituto Professionale “L.Einaudi”. Uno dei punti di forza è, infatti, il dialogo continuo con aziende ed enti del territorio, l’attenzione verso i cambiamenti nel tessuto socio-economico provinciale, l’utilizzo di nuove metodologie operative e didattiche, il rapporto di sinergia per verificare l’adeguatezza dell’insegnamento con quanto richiesto effettivamente dal territorio. Di seguito abbiamo intervistato le curatrici dello studio che, grazie ai risultati ottenuti, creeranno un tavolo di lavoro con i docenti di lingua per meglio calibrare il lavoro di programmazione.

Prof.ssa Piemontese, di cosa si tratta? Questo studio nasce da una riflessione sull’insegnamento delle lingue straniere nel nostro istituto. In realtà il nostro lavoro è sempre stato improntato aull’uso pratico della lingua in situazioni lavorative, ma ci è sembrato opportuno avviare un confronto diretto con le aziende per ottenere informazioni dettagliate sul ruolo delle lingue straniere nel mondo del lavoro e avere suggerimenti o conferme rispetto a quanto già facciamo. Abbiamo contattato circa 60 aziende del settore turistico, ristorativo e aziendale, che sono tre degli indirizzi presenti nel nostro Istituto e ad alcune associazioni di categoria quali l’Ascom e la Confindustria

Prof.ssa De Gasparis, su quali temi verte il questionario?
Il questionario è diviso in tre parti: la prima riguarda la descrizione dell’azienda, con particolare riguardo al personale che segue l’eventuale clientela straniera; la seconda è relativa al peso che occupano le lingue straniere in fase di selezione del personale; la terza parte è dedicata alle richieste del mondo del lavoro alla scuola. In questa sezione abbiamo indicato in modo dettagliato quali argomenti trattiamo nei vari indirizzi di studio e abbiamo richiesto, per ogni singolo punto, conferma sulla sua utilità nella prassi lavorativa. Naturalmente abbiamo inserito anche una sezione in cui le aziende potevano suggerirci tematiche che non avevamo previsto. Ed effettivamente ci sono giunte dalle aziende alcune preziose indicazioni di cui terremo sicuramente conto.

Prof.ssa Corradi, quali sono i risultati di questo studio?
Innanzitutto procederemo ad una diffusione dei risultati fra i nostri colleghi di Lingue così da arrivare ad una revisione dei programmi sulla base di quanto effettivamente richiesto dalla prassi lavorativa.
Vorrei evidenziare però altri aspetti interessanti che emergono dal nostro lavoro:
La quasi totalità delle aziende ha clienti sia italiani che stranieri e la lingua straniera viene utilizzata fondamentalmente per relazioni personali (55%), contatti telefonici (85%), corrispondenza scritta (cartacea e per email: 90%); il 35% utilizza la lingua straniera per le ricerche su internet e solo lo 0,5% per il servizio di guida turistica. Le lingue più richieste sono oltre all’inglese (100%), il tedesco (85%), il francese (30%), lo spagnolo (1,5%) e il russo (0,5%), ma non mancano aziende con clienti rumeni, austriaci ed anche giapponesi. Le aziende, pur ritenendo fondamentale la conoscenza delle lingue straniere, si limitano a incoraggiare i dipendenti allo studio delle lingue (75%), ma solo l’1% ha finanziato o organizzato corsi per i propri dipendenti, si preferisce assumere personale che già conosce altre lingue, oltre l’italiano: il 75% delle aziende considera la conoscenza di una o più lingue straniere titolo preferenziale per eventuale assunzione e solo il 25% valuta singolarmente ogni candidato, a seconda del ruolo da rivestire nell’azienda. Di conseguenza viene demandato in gran parte alla scuola il compito di provvedere alla formazione linguistica del futuro personale. Un invito che a questo punto mi sento di rivolgere agli studenti è di dedicare grande attenzione alla scelta della seconda lingua straniera visto che in alcuni settori essa può rivelarsi determinante.

http://www.maremmanews.tv/it/index.php? … &Itemid=55




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