L’Unione Europea trionfa a Rio ma il medagliere non lo sa.

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L’Unione Europea trionfa a Rio ma il medagliere non lo sa.

Gentilissimo Severgnini, l’Unione Europea trionfa alle Olimpiadi di Rio ma il medagliere non lo riporta! La vecchia Europa supera di oltre il doppio il numero di primi, secondi e terzi posti appannaggio degli Stati Uniti d’America e della Cina, anche senza l’apporto della Gran Bretagna. Non ci credete? Provate a sommare ori, argenti e bronzi messi al collo degli atleti dei 27 Paesi dell’U.E. e otterrete oltre il doppio delle medaglie conquistate dagli U.S.A. e dalla R.P.C., per non parlare di Russia e U.K. Lancio tre proposte in vista di Tokyo 2020: in occasione della cerimonia d’apertura, far sfilare con la doppia bandiera, quella nazionale e quella con le dodici stelle, i Paesi dell’Unione Europea; il medagliere dovrebbe indicare, a fianco dei nomi dei singoli stati, anche la dicitura “Unione Europea”; si potrebbe far precedere l’inno nazionale dei singoli Paesi dalle prime quattro battute dell’“Inno alla Gioia” (tratto dalla Nona Sinfonia di Ludwig Van Beethoven), inno ufficiale dell’Europa unita, naturalmente nelle tonalità e con le orchestrazioni più adatte. L’Europa unita non può essere ridotta all’uso della stessa moneta, allo spreco del “foraggiamento” di due sedi ufficiali e al fardello di una classe politica “riciclata” e di una burocrazia miope, soffocante e immeritatamente strapagata. Lo sport (quello pulito!), come la musica, promuove la fratellanza tra i popoli.
Antonio Deiara, pentagrammando@virgilio.it
(Da italians.corriere.it, 22/8//2016).

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