L’UNIONE EUROPEA SNOBBA LA NUOVA EUROPA

Posted on in Europa e oltre 16 vedi

1/08/2004, Il Sole 24 Ore, pag. 1

Dalla Polonia – Dopo il naufragio della candidatura di Geremek, gli euroscettici confermano i loro dubbi

L’UNIONE EUROPEA SNOBBA LA NUOVA EUROPA

Di Stefan Bielanski
Le notizie che sono arrivate in questi giorni sulle sponde della Vistola,non Sono affatto confortanti per chi segue da vIcino le vicende politiche polacche. E’ definitivamente naufragata la candidatura alla carica di Presidente del Parlamento Europeo del, Professor Bronislaw Geremek, insigne storico polacco, ma soprattutto politico centrale dell'ex opposizione al regine comunista (è stato uno dei principali consiglieri di Lech Walesa ai tempi della prima “Solidarnosc”) nonché il piu fermo sostenitore de1l'europeismo in Polonia. Geremek è stato inoltre il ministro degli Esteri che nel 1999 aveva traghettato la Polonia nella NATO.
Nel caso fosse stato eletto, si iareb bea trattato della possibilità di avere a Strasburgo ed a Bruxelles finalmenté un vero leader a livello paneuropeo, ia mancanza del quale è sentita ovunque: la necessita di avere un leader di questo tipo viene comunemente invocata. Se; a tutto ciò si aggiunge il fattore delle origini ebree, che al prof. Geremek non: hanno impedito di svolgere un ruolo di primo piano nella politica polacca, la candidatura di questo tipo sembrava dovesse riscuotere soltanto consensi, Invece non c'e stato niente da fare di fronte ai compromessi di basso profilo che i popolari e i socialisti hanno trapiantato dai loro parlamenti nazionali in quello europeo. Così la “nuova Europa” non avrà nessun incarico' importante, (quelli dei vice-presidenti e dei commissari sono “atti dovuti”) nella nuova Unione Europea, e ciò confermerà agli euroentusiasti di quella regione che non basterà il sostegno quasi indiscriminato a qualsiasi proposta d Bruxelles per essere trattati benevolmente; per non parlare degli euroscettici, per i quali la vicenda della mancata elezione del Professor Geremek è soltanto un conferma dell'inutilità della presenza, in questo caso della Polonia, negli organi istituzionali europei, se non è mirata alla “difesa degli interessi nazionali”.
E’ caratteristico che alla candidatura di Geremek alla Presidenza del Parlamento Europeo i media in Italia, fino al giorno stesso dell'elezione, non abbiano dato praticamente alcun rilievo. Questo atteggiamento si differenzia molto, dall'interesse che un tempo proprio a personaggi quali Geremek, Havel o Walesa veniva rivolto dagli organi di informazione italiani. Altri tempi, quelli degli anni Ottanta e dei primi anni Novanta, cioè del periodo della transizione dall’autoritarismo comunista alla democrazia ed al libero mercato. Allora chi dalla Polonia andava in Italia poteva tranquillamente seguire, tramite i mass-media, le vicende politiche ed ideologiche del proprio Paese. Acquisita la libertà e risolti i ffincipali problemi dei Paesi dell'Europa; Centrale, o almeno presentati come risolti, non c’è piu invece alcun interesse: paradossalmente proprio quando nazioni come quella polacca sono già entrate a far parte delle istituzioni atlantiche prima, (nella NATO nel 1999) e di quelle europee poi (nell'UE, a partire dal 1 maggio 2004). E vero che c'è stato un po' di interesse proprio nelle settimane che hanno segnato il “grande allargamento” e poi in occasione delle elezioni al Parlamento Europeo, quando si è scoperto che le società dell'”Est europeo” non sono andate a votare (in primis non hanno dato il loro consenso ellettoraleto proprio i polacchi). É rimasta però l’impressione che tutto ciò che si è scritto e di cui si è parlato, fosse solo materia di discorsi di circostanza e non il segnale del vero interesse per i nuovi entrati.
Secondo l'opinione di chi scrive, questo mancato interesse è una delle cause principali della diffusione de sentimenti euroscettici nell'Europa Centro-orientale, che non vuole essere trattata come un'Europa comunitaria di “seconda categoria” mentre sembra
che sia in Occidente che nei nuovi Paesi stiano per prevalere proprio questi concetti e questi atteggiamenti, che poi causano determinata reazioni, come è stata nel caso della Polonia la volontà di difendere a oltranza il Trattato di Nizza, che dava a Varsavia le possibilità istituzionali di difendere i propri interessi nell'ambito dell'Unione allargata: possibilità negate- secondo i polacchi – dalla nuova Costituzione di Giscard d’Estaing.
Alla fine di questo mese di luglio la Polonia non trascorre settimane tranquille: il governo è quasi “balneare” (tanto che dovrà,sottoporsi a una verifica già in autunno); i sondaggi danno in netto vantaggio le forze di opposizione di centro-destra (il governo attuale invece è di sinistra) è quindi chiedono comprensibilmente elezioni anticipate e in più si profila dopo le ultime minacce di Al Qaeda – anche il pericolo di una recrudescenza terroristica – a causa della partecipazione attiva della Polonia all'occupazione dell’Iraq, a fianco degli alleati angloamericani- di stampo integralista islamico, Così, anche se non sempre il clima lo volesse confermare, a Varsavia ed a Cracovia, nonché nelle altre città più importanti della Polonia, si attende un'estate – politicamente parlando – davvero calda.

[addsig]



0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.