L’Unione Europea e il rischio dell’irrilevanza

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Europa ed ecologia: le due grandi assenti nei dibattiti presidenziali 2012. La necessità di tutelare l’ambiente non è mai stata nemmeno citata in quattro confronti tra aspiranti presidenti e vicepresidenti: non succedeva dagli anni 80, l’era di Ronald Reagan. Quanto al nostro continente, Mitt Romney aveva fatto un accenno nel primo dibattito: giusto per dire che l’America non deve fare la fine della Spagna. Ieri, nessun riferimento diretto. Si è parlato di tante zone di crisi e poi di Cina e di Russia. Romney ha detto che, da presidente, vuole puntare di più sui rapporti col Sud America. Obama ha sorvolato anche su questo. Ma di Unione Europea e dei suoi partner nulla. Perché? Buono o cattivo segno? «Lei ha ragione, è curioso. Ed è qualcosa che vi deve far riflettere», commenta alla fine il generale Wesley Clark, l’uomo che comandò le forze alleate della Nato durante il conflitto del Kosovo, alla fine degli anni 90. Ora, lasciate le forze armate, Clark è attivo nel partito democratico. «Qualcuno – aggiunge – magari sarà sollevato, visto che si è parlato soprattutto di aree di crisi».

Un po’ c’è anche questo: a gennaio tutti i candidati repubblicani parlavano della Ue, ma solo per dire che l’America non doveva spendere un dollaro per salvare l’euro… «Esatto – risponde Clark – per certi versi è meglio non essere troppo in alto nell’agenda internazionale, ma nel caso dell’Europa sta emergendo anche un problema di rilevanza. Se non vi unite rischiate di essere dimenticati». Poi, rigirandosi tra le mani l’accredito che ho appeso al collo col mio nome e quello del Corriere della Sera: «E voi italiani avete la storia e gli uomini giusti per farvi sentire: potreste anche mettervi alla testa degli sforzi per una vera unione politica del vostro continente».

Più diplomatici, qualche metro più in là, a fine dibattito, il senatore repubblicano Marco Rubio e David Plouffe, stratega della campagna di Obama: «Non è del tutto vero che l’Europa sia stata ignorata – risponde il senatore della Florida -. Romney ha parlato con enfasi dei 48 Paesi nostri alleati. Si tratta per metà di nazioni europee con le quale vogliamo rafforzare i rapporti». Si, ma il candidato repubblicano è stato molto più esplicito, oltre che con le potenze rivali – dalla Russia alla Cina – anche con l’America Latina che, ha detto, va rivalutata, visto che nel suo complesso ha, ormai, un peso economico simile a quello della Cina. «Sì è vero, e mi ha fatto piacere che l’abbia sostenuto – risponde Rubio (ispanico di famiglia cubana) Obama ha totalmente ignorato per quattro anni il Sud America, un altro dei suoi errori: ha avuto occhi solo per la Cina. Con che risultati lo lasciamo giudicare agli elettori». David Plouffe, infine, chiama in causa il conduttore: «E’ vero, l’Europa è stata completamente assente. Bisognerebbe chiedere a Bob Schieffer perché non ha portato la discussione anche su questo punto».

(Da: Il Corriere della Sera, 24/10/2012)




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