L`Ue concede alla Serbia lo status di Paese candidato

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BELGRADO, 13. Prosegue a passo spedito l`avvicinamento della Serbia nell`Unione europea. La Commissione Ue ha infatti concesso ieri a Belgrado lo status di candidato alla adesione, a patto, però, che le autorità serbe si impegnino di nuovo nel dialogo con il Kosovo e procedano velocemente ad attuare gli accordi raggiunti finora.

Presentando il nuovo rapporto di Bruxelles sui progressi fatti dai Paesi che aspirano a entrare nell`Ue, il commissario all`Allargamento,Stefan Fúle, ha detto che la Commissione ha riconosciuto i grandi risultati ottenuti dalla Serbia sul piano delle riforme strutturali, che vanno dalla riforma della giustizia, alla lotta alla corruzione, alla collaborazione con il tribunale penale
internazionale. Belgrado è stata dunque premiata per l`arresto dei criminali di guerra Mladic e Hadzié. Il presidente serbo, Boris Tadic, ha espresso orgoglio e soddisfazione per il giudizio positivo della Commissione europea sul processo di riforme del Paese e ha garantito l`impegno nel proseguire il dialogo con il Kosovo. La situazione attuale non fa, però, ben sperare.
Il dialogo tra Belgrado e Pristina si è interrotto bruscamente il 28 settembre scorso, in seguito alla crisi nel nord del Kosovo e alle violenze scoppiate ai due posti di frontiera con la Serbia di Jarinje e Brnjak. I serbi del nord – al pari del Governo di Belgrado – non riconoscono l`indipendenza del Kosovo e non accettano l`estensione dell`autorità kosovara. Pertanto, chiedono che questa questione sia risolta attraverso un negoziato. Pristina, al contrario, la ritiene un affare interno, che non può essere oggetto di trattativa. Il mediatore dell`Union europea, Robert Cooper, in missione diplomatica nella regione, sta lavorando nel tentativo di riunire, domani, le due parti.

L'Osservatore Romano, pag. 3




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