Lotte Italiane , Speranze Europee

Posted on in Europa e oltre 7 vedi

Lotte Italiane , Speranze Europee



Il 1° maggio di quest’anno dedicato da Cgl, Cisl e Uil, ai temi dell’Europa allargata che proprio a partire da questo giorno diventa una realtà. Pace, diritti, lavoro nell’Europa che cambia e che si allarga.
La stessa decisione di celebrare la festa nazionale del 1° maggio a Gorizia, città simbolo della divisione storica che rappresenta la scelta coerente con questa impostazione di fondo. Per la prima volta a un primo maggio italiano parteciperanno rappresentanti di sindacati e di organizzazioni di altri paesi: i sindacatidella vicina e amia Slovenia che parleranno dei problemi dei lavoratori di quel paese, in relazione al tema dell’allargamento. Questa scelta italiana rappresenta anche la manifestazione in Europa più significativa e non a caso vedrà la presenza del segretario generale della Confederazione Europea dei Sindacati.
Si conferma ancora una volta l’attenzione e la forza che i sindacati italiani mettono nella richiesta di una corretta costruzione del processo istituzionale e costituzionale europeo.
Quel processo che ci aveva portato a batterci per l’occupazione e lo sviluppo, a riempire le strade di Nizza per chiedere l’approvazione della Carta dei Diritti, e che ci ha portato a batterci in tutte le sedi perchè sia pienamente data all’Europa, con il trattato Costituzionale, quella base di valori e di diritti comuni che solo possono definire una identità di una Unione Europea fondata sui paesi e sui cittadini.
L’Europa non può restare troppo a lungo in mezzo al guado, non può continuare ad essere definita solo per negazioni, il processo costituzionale deve essre rapidamente portato in porto, deve avere alla sua base quei diritti che la Carta di Nizza manteneva e deve avere una sua coerenza fra gli obiettivi, i valori e gli strumenti c he la Carta contiene. Insieme, tanto più in queste girnate, è assolutamenta giusto pretendere che la Carta europea contenga una affermazione netta, come quella che abbiamo ad esempio nellanostra Costituzione, sul fatto che la nuova Europa ripudia la guerra e si adopererà in tutte le sedi per promuovere solo metodi di risoluzione pacifica alle controversie internazionali.
In italia questo 1° maggio è stato preceduto ed è accompagnato da gravissime e irrisolte vertenze. Quella difficile, dura di Melfi, che segna come è stato detto la fine di un modello paternalistico unilaterale di relazioni sindacali nella fabbrica simbolo della nuova Fiat. E la vicenda di alitalia dove per responsabilità dell’azienda, errori storici e latitanza del governo si corre il rischio di far fallire quella che_solo fini a qualche anno fa_ era la settima compagnia di trasporto aereo al mondo.
In tutti e due i casi, a Melfi la dignità che si richiede ai lavoratori, il riconoscimento dellla loro richiesta di miglioramenti normativi e salariali, e dall’altra parte la difesa del proprio lavoro, la prospettiva dell’occupazione e la salvaguardia di una grande patrimonio professionale e internaziole del nostro paese. Pesano, com’è evidente in questo, il declino industriale e produttivo del paese, responsabilità c he giorno dopo giorno diventano più grandi del governo. Un governo che da mesi non incontra più il sindacato, che non risponde alle piattaforme e agli inviti che il sindaco gli pone, che non è in condizione di avere un disegno-anche minimo-di fuoriuscita dalla crisi produttiva e dalle difficoltà del sistem aindustriale del paese. Un governo che non ha una corretta politica dei redditi, che non riduce l’inflazione e che accentua il conflitto interistituzionale con le proprie proposte di riforma costituzionale.
In questo quadro per molti versi così difficile e anche fosco, credo possa rappresentare un punto di speranza per molti questa ritrovata compattezza e volontà di lotta del movimento sindacale italiano.
L’Unità sindacale quando avviene sulla base di un programma condiviso, anche quando molte cose ancora restano invece da risolvere, rappresentata comunque-tanto più nelle condizioni di oggi- un grande valore e anche una grande possibilità. La possibilità di continuare a rappresentare per milioni di lavoratori e pensionati uno degli strumenti, forse per molti il più importante, attraverso il quale contenere le contraddizioni, respingere le politiche sbagliate e tenere aperta una definizione di obbiettivi, programmi e valori che debbono improntare di sè una svolta nella politica sociale, economica e istituzionale del paese.
Infine, questo 1° maggio non può parlare anche della guerra e della pace, dei morti e dei vivi, di quello che si sta consumando in Iraq e della tragedia senza fine fra israeliani e palestinesi.
Dire no alla guerra preventiva, ripristinare un ruolo della legalità internazionale, affidare alle armi della diplomazia e della mediazione il metodo, la via maestra per risolvere i conflitti quando questi si determinano, resta per noi la bussola fondamentale.
Le grandi manifestazioni di oggi vedranno per questo tante bandiere del colore dell’arcobaleno, quelle che ci hanno accompagnato per tanti mesi, quelle che stanno ancora qui, solo un pò più coperte di polvere, agli angoli di tante strade , di tanti balconi d’Italia e che mantengono intatte_per oggi e per domani_ il loro carico di speranza, di impegno e di cambiamento.


L'Unita' p,1
01-05-2004

di Guglielmo Epifani
[addsig]



0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.