Lottano per la lingua cantonese contro il mandarino I leghisti cinesi in piazza bastonati dalla po

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Lottano per la lingua cantonese contro il mandarino I "leghisti cinesi" in piazza bastonati dalla po

La sfida dei Guangdong
Lottano per la lingua cantonese contro il mandarino I "leghisti cinesi" in piazza bastonati dalla polizia

di Simona Verrazzo

In Cina centinaia di persone si sono scontrate con la polizia nella regione meridionale del Guangdong durante un raduno in difesa del dialetto cantonese. Le proteste più violente, domenica pomeriggio, sono state a Guangzhou (in passato Canton), dove un giornalista ha riferito che circa venti persone sono state portate via dalla polizia, compresi otto colleghi reporter di Hong Kong. Prima di essere rilasciati, i fermati sono stati posti sotto interrogatorio. Alla base della protesta, la volontà di Pechino di togliere dalle tv locali i programmi in dialetto cantonese, sempre più diffusi dagli anni Ottanta. Difficile immaginare che in un paese con un controllo centralizzato come la Cina, ci possano essere manifestazioni in difesa di una lingua che non sia il mandarino, che è quella ufficiale e, soprattutto, del Partito comunista. Non solo. A stupire ancora di più è il fatto che questa mobilitazione non sia stata in Tibet o nello Xinjiang, regioni che da sempre rivendicano l`autonomia, bensì in quella meridionale di Guangdong. La risposta di Pechino non si è fatta attendere perché la posta in gioco è molto alta. Il cantonese è diffuso in una delle zone più ricche del paese: è lingua principale non soltanto a Guangzhou ma anche ad Hong Kong e a Macao. La decisione dall`alto di togliere di mezzo questo dialetto è una prova di forza per ribadire – come in Tibet o nello Xinjiang- che chi comanda è Pechino e lì si parla soltanto mandarino. Il Sottili China Morning Post scrive che la polizia di Guangzhou ha diffuso una dichiarazione sul suo sito, accusando i manifestanti di averpartecipato a raduni illegali e avvisando che saranno puniti coloro che "sono stati irragionevoli e hanno creato problemi". Pechino dunque è sul piede di guerra essendo stata, quella di due giorni fa, la seconda protesta del genere nell`arco di due settimane. La prima si era svolta domenica 25 luglio. Gli osservatori guardano con attenzione a quello che accade nel sud della Cina, per le ripercussioni che la difesa di un dialetto può avere nel resto del paese. Non è sfuggita una concomitanza importante. L`idea di Pechino di cancellare le trasmissioni tv in cantonese arriva alla vigilia dei Giochi asiatici, in programma a Guangzhou dal 12 al 27 novembre. L`obiettivo è presentare una città "conforme" a Pechino, a cominciare dalla lingua, visto che i numerosi immigrati che lavorano nella ex Canton non conoscono il mandarino ma parlano correttamente il dialetto della città. Storicamente sono due lingue distinte, tant`è che spesso, anche su Internet, capita di imbattersi della definizione "cinese-mandarino". Il cantonese è diffuso in tutto il sud della Cina, non soltanto nella regione di Guangdong, di cui Guangzhou-Canton è il capoluogo, metropoli che da sola conta oltre dieci milioni di abitanti. Il dialetto è parlato nelle ex colonie di Hong Kong e Macao e anche in alcune zone della Malaysia e di Singapore. In totale sono oltre cento milioni di persone. E proprio questo suo essere transnazionale ha fatto sì che il cantonese fosse una lingua diffusissima in ambito musicale, da qui l`espressione "Cantopop", in opposizione a "Mandopop".




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