L’Onu di Padre Bergamaschi

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Il Palazzo di Vetro lo rifiutò. Il podere del frate va al Comune toscano: “Verso l'unificazione del genere umano”
L'Onu di Padre Bergamaschi trova finalmente casa: a Pontremoli
Giornale di Reggio 18.11.2006

IL 6 OTTOBRE Padre Aldo Bergamaschi ha donato al Comune di Pontremoli il lembo di terra denominato “Fontana Bandigla” (precedentemente offerto all'Onu con la medesima motivazione che non è stata accettata dagli stati membri per motivo di interesse prettamente politico) presso il Notaio Monica De Crecenzo in Pontremoli (MS). L'atto fa seguito ad una serie di incontri con l'ex Sindaco Enrico Ferri che ha assecondato con entusiasmo e sincero appoggio l'iniziativa. Ha infatti paragonato la proposta di padre Aldo al fatto che Pontremoli è anche il nome di una stella che dall'universo vede la terra come un solo insieme.
Padre Aldo ha spiegato la decisione «nel costituire – per ora solo simbolicamente – il primo nucleo di uno Stato unico mondiale nel Comune dove sono nato».
La motivazione ufficiale è la seguente: «Lascio questo lembo di terra chiamato Fontana Bandigla (fontana della convivialità) al Comune di Pontremoli, intendendo lasciarlo alla “condenda comunità umana” o governo planetario di cui mi riconosco cittadino a pieno titolo, vivendo oggi orfano di identità etica legittima. Intendo così promuovere concretamente il massimo bene dell'umanità già individuato da Dante nella “Pace”, che ha come primo nemico storico e concettuale lo stato nazionale sovrano e poi “la molteplicità delle lingue e la differenza delle religioni”(Kant): tre sciagure culturali cui intendo sensibilizzare coloro che le gestiscono in “buona fede”. L'unificazione del genere umano, altre al problema della pace, potrà risolvere anche il problema della fame nel mondo e comunque della sperequazione tra Nord e Sud del mondo. E per essere concreto, come primo gesto autonomo, propongo di chiedere a tutti gli Stati Nazionali l'introduzione nelle scuole elementari, accanto alla lingua materna, la lingua comune – per es. l'Esperanto, lingua già pronta per l'uso, neutrale, visto che anche in Europa si apre la corsa al dominio culturale – in modo da favorire il dialogo diretto fra tutti gli uomini, primo e fonda-
mentale passo verso l'unità e la pace».

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