ll Brasile ha riconosciuto l’Esperanto lingua di lavoro. Come Radicali lavoriamo perché sia lingua federale europea.

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Dichiarazione di Giorgio Pagano, Segretario Associazione Radicale Esperanto

 

guidaturisticaesperantobr«Il Ministero del Lavoro brasiliano ha riconosciuto l’Esperanto lingua di lavoro, e la prima a beneficiarne è stata la guida turistica Laura Pereira de Alcantara. Questo è un buon viatico per il Brasile, visto che in Europa le lingue di lavoro inglese, francese e tedesco sono diventate le vere lingue ufficiali dell’Unione», ha commentato con amarezza per la situazione europea il Segretario dell’ERA.

 

«Un’ottima notizia per noi Radicali che da tempo riconosciamo nell’Esperanto un diritto dell’umanità, come ricordato anche nella mozione finale dell’ultimo Congresso del Partito Radicale. Ora dobbiamo darci due obiettivi che si sosterranno l’uno con l’altro: in Brasile e in Italia far ripartire il riconoscimento linguistico dell’Esperanto dai Ministeri dell’istruzione e, in Europa, lavorare per la sua affermazione come lingua federale dando ai cittadini europei la possibilità di sentirsi patrioti europei e della democraia linguistica», ha proseguito il dirigente radicale.

 

«Democrazia e giustizia linguistica che gli statunitensi non hanno voluto affermare distruggendo, con la loro lingua, tutte quelle dei popoli autoctoni americani. In Europa non possiamo permettere che quanto accaduto alle lingue dei popoli indigeni americani venga realizzato dall‘inglese mettendo a morte anche le nostre lingue, a cominciare dall’italiano. Il Brasile, invece, ha la possibilità di passare alla storia sostenendo la più grande innovazione sociale che il mondo in questa crisi nera che oggi lo attanaglia, possa conoscere, dichiarando l’Esperanto lingua dell’umanità e promuovendolo in tutti gli organismi internazionali di cui fa parte» – ha concluso il Segretario Associazione Radicale Esperanto.

 




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