"L’italiano per gli affari"

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Lingua e Affari

Il mondo parla e compra italiano

di Fabio Negro

da La Nazione, 27/2/2003

L’uso dell’italiano si diffonde sempre piu’ nel mondo. Secondo la Societa’ Dante Alighieri se la nostra lingua e’ solamente al 19esimo posto fra quelle parlate, si colloca pero’ fra il quinto e il quarto posto fra quelle di cui c’e’ maggiore richiesta di insegnamento. Talvolta da posti imprevedibili, come a Tien-tsin, dove un gruppo di industriali ha chiesto di organizzare un corso d’italiano. Non certamente perche’ la citta’ fu dal 1903 una base italiana in Cina.

La ricerca della “Dante Alighieri”

La “Dante Alighieri” – fondata nel 1889 proprio con lo scopo di diffondere la lingua e la cultura italiana nel mondo – ha presentato la ricerca “Vivere italiano, il futuro della lingua” realizzato con 132 interviste ai dirigenti, in maggioranza stranieri, della stessa societa’. All’incontro hanno partecipato Adolfo Urso, viceministro per le Attivita’ produttive, l’ambasciatore Bruno Bottai, presidente della “Dante Alighieri”, Giancarlo Abete, presidente della Federturismo. Dalla ricerca risulta che l’Italia non e’ piu’ il paese della pizza e degli spaghetti: oggi e’ quella della moda, dei grandi personaggi dello spettacolo, dell’industria, dagli Agnelli ai Benetton, e della cultura da Rita Levi Montalcini a Umberto Eco e Dario Fo.

Uno stile seguito da milioni di persone

Nella definizione delle caratteristiche salienti dell’Italia oltre al patrimonio artistico, al clima e alla qualita’ della vita, comincia ad essere citato il dinamismo socio-economico. Perche’ l’italiano non sia solo una lingua della cultura classica ma anche del mondo economico, verra’ distribuito un CD su “L’italiano per gli affari”. “Sempre piu’ nel mondo – afferma Alessandro Masi, segretario generale della “Dante Alighieri” – si compra italiano: il nostro stile di vita e’ un modello che milioni di persone inseguono tra i tanti miti dell’era moderna. Formare a distanza nuovi operatori del commercio significa aprire anche alla piccola e media impresa italiana orizzonti di mercato del tutto inediti in tutto il mondo”.

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