«L’italiano è in via d’estinzione». L’allarme di Vincenzo Consolo

Posted on in Politica e lingue 32 vedi

«L’italiano è in via d’estinzione»

L’allarme di Vincenzo Consolo al congresso internazionale degli italianisti a Cagliari

Sos lingua italiana. Lo ha lanciato lo scrittore e saggista siciliano Vincenzo Consolo, 77 anni, nella giornata d’apertura del 19º Convegno internazionale degli italianisti (Api), in corso a Cagliari fino a domani.
«La lingua italiana – ha affermato – gode di un cattivissimo stato di salute. È in via di estinzione. Ormai parliamo uno slang dettato dall’invasione di americanismi e un linguaggio tecnologico e televisivo. Siamo supini – ha concluso Consolo – non abbiamo difese immunitarie contro questo fenomeno come accade ad esempio in Francia. L’Italia è un Paese telestupefatto, con le conseguenze politiche e culturali a cui assistiamo».
A margine del seminario, che ha visto la partecipazione di 25 insegnanti stranieri di lingua italiana e dal tema “Insularità e cultura mediterranea nella lingua e nella letteratura italiana”, lo scrittore ha tratteggiato uno scenario dove «romanzi di scrittori contemporanei e articoli di giornali sono impregnati di termini stranieri per lo più inglesi. Eppure l’italiano è fra le lingue più nobili, è un giacimento linguistico che in tanti ci invidiano». Rispondendo all’Ansa, Consolo ha detto che l’uso del dialetto nei romanzi è un fattore disgregante e non coesivo della unità nazionale. «Trovo abominevole l’uso che in molti romanzi contemporanei si fa del dialetto. Ovvero scrivere in italiano, utilizzando i dialettismi. Altra cosa è l’operazione di un Pasolini o del poeta Andrea Zanzotto, il più grande poeta vivente, che hanno fatto assurgere a lingua letteraria il loro “dialetto”». Secondo lo scrittore siciliano «la letteratura italiana è finita. Oggi è diventato un altro genere, spettacolare, televisivo. Oggi non si possono più scrivere romanzi seguendo i vecchi schemi, ma organizzare la prosa in senso poetico, creare un ritmo con il ricorso a rime e assonanze. La poesia può salvare la lingua, ma è un genere per pochi».
Il convegno degli italianisti è articolato in dodici sessioni al giorno, tre la facoltà di Lettere e Filosofia e di Lingue e Letterature Straniere, 170 gli interventi previsti. Il tema della quattro giorni di alto valore scientifico si snoda tra seminari e conferenze con le due grandi isole, Sardegna e Sicilia rappresentate nei due poli, accademico e di produzione letteraria, in un’ottica di confronto linguistico-culturale con il resto d’Italia e del Mediterraneo. I discorsi di apertura sono stati affidati a Consolo e a Giovanni Pirodda, decano degli studi di letteratura sarda.
In chiusura di convegno sono previsti gli interventi dello scrittore Marcello Fois e del professore emerito dell’Università di Palermo Natale Tedesco. «Il Mediterraneo non è un’entità a sé stante, ma una struttura dinamica fatta da uomini e dalla storia», ha sottolineato Tedesco, citando l’esempio dei giganti della letteratura sarda e siciliana di ogni epoca.
(Da corriere.it, 27/8/2010).




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.