L’Italia in classe, dal calamaio al tablet

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L’Italia in classe, dal calamaio al tablet

Al ministero dell’Istruzione (e in rete) 150 anni di scuola in mostra

di Silvia Mastrantonio

C’è un’aria antica, un’aria di nostalgia. Scorrendo le pagelle del passato e andando indietro negli anni fino a quando, sui banchi, c’erano i nonni. Attraverso i documenti un po’ ingialliti che “raccontano” di quello che eravamo e, prima di noi, di ciò che erano i nostri genitori e gli altri prima di noi. E’ una storia personale, fatta di tanti singoli e, insieme, la storia del Paese, dell’Italia che si è rialzata dopo le guerre e che, poi, si è affacciata alla prima televisione da cui il maestro Manzi insegnava agli italiani l’uso corretto dell’apostrofo.
Con quei banchi così datati da mostrare al mondo un intero secolo, l’800, fino ai registri dell’era fascista che trasudano orgoglio patrio come i libri di testo che si usavano allora. Il fascino di una mostra che parla della scuola per parlare dell’Italia. Di quello che era e di ciò che potrebbe diventare in un’epoca di aule informatizzate e lavagne digitali. Dal tablet, che oggi serve anche per le interrogazioni, indietro fino al calamaio.
Da dove partiamo. Lo spunto della mostra permanente allestita a Roma presso il Ministero dell’Istruzione. “Da Cuore alla lavagna digitale” e con una possibilità di accesso in più attraverso un portale – www.storia150.ipzs.it – dove vengono esibiti documenti e fotografie anche per chi è molto distante da Roma. Attraverso questa “porta”, alunni del passato e istituti di oggi potranno caricare il loro bagaglio di ricordi perché diventi testimonianza.
“Tutto il Paese è rappresentato dalla scuola – ha sottolineato il ministro Profumo – ma spesso ce ne dimentichiamo. Attraverso questa mostra il Ministero ha pensato di mettere ordine, di mostrare come la scuola si è sviluppata. Abbiamo pensato di aprirla alla cittadinanza e al Paese perché diventi patrimonio di tutti. In questi anni la scuola è stata la migliore interprete della società italiana e il vero elemento unificante per il Paese. Un patrimonio culturale e di altissime professionalità che abbiamo voluto giustamente celebrare legandoci al 150enario della Biblioteca del Ministero, che ha seguito le vicende storiche dell’Italia”.
Cinque sezioni e l’unico filo conduttore del ricordo: le aule; la vita in classe (con tanto di registri e giornali dei professori); i libri di testo; pagelle e diplomi con attestati che risalgono al 1863 e, infine, l’amministrazione scolastica. La mostra, allestita con la collaborazione del Ministero dell’Economia, sarà aperta tutti i giorni così come la Biblioteca del Miur. Non poteva mancare, nella preparazione, il contributo dei ragazzi, gli alunni di oggi che, come quelli di ieri, sono i veri protagonisti dell’iniziativa. Hanno “messo mano”, oltre agli esperti del ministero e ai tecnici dell’Istituto Poligrafico dello Stato, anche i ragazzi del Rossellini di Roma e del Majorana di Brindisi.
(Da La Nazione, 21/12/2012).




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