L’ITALIA CHE TIFA EUROPA RICEVE SOLO CALCI

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L’ITALIA CHE TIFA EUROPA RICEVE SOLO CALCI

di Gian Battista Bozzo

L’Italia avrà pure ritrovato credibilità in Europa, come si affannano a spiegarci ogni
giorno i sostenitori del governo Monti, ma rischia ugualmente di perdere una valanga di contributi
europei. Nella nuova bozza del bilancio comunitario 2014-2020 preparata dal presidente del
Consiglio Ue, il belga Herman Van Rompuy, l’agricoltura italiana dovrebbe fare a meno di circa
4 miliardi e mezzo, mentre sono a rischio almeno 5 miliardi di euro di risorse per la coesione, che
verrebbero dirottate dal nostro Sud alla Polonia e alla Romania.
Insomma, un doloroso taglio di circa 10 miliardi. E di tutto ha bisogno l’Italia in questo periodo, tranne che di perdere risorse su cui avrebbe potuto contare per sostenere l’economia.
L’Italia non ha negoziato alcun rebate, nessuno sconto sui contributi da versare all’Unione, come ha fatto la Gran Bretagna fin dai tempi della «lady di ferro» Margaret Thatcher. O come hanno fatto recentemente la Germania (-2,8 miliardi in sette anni), l`Olanda (-1,1 miliardi) e la Svezia (-325 milioni). Così il nostro Paese si colloca nelle posizioni di testa nella classifica dei contributori
netti dell`Ue, terza dopo Svezia e Austria, superando la ricca Germania. Una situazione davvero
suicida, tenendo presente che la stessa Europa ci obbliga a prendere misure micidiali per raggiungere il pareggio di bilancio pubblico.
Le nuove linee guida delle politiche agricole e di coesione danneggiano il nostro Paese. In agricoltura vengono privilegiate le coltivazioni estensive tipiche delle grandi pianure, privilegiando la quantità a scapito delle nostre produzioni di qualità, dal vino all’olio. «I tagli all’agricoltura sono inaccettabili, perché compromettono uno dei pochi settori che possono rilanciare l’economia italiana ed europea», protesta la Coldiretti. Su un totale di 80 miliardi di tagli al nuovo bilancio Ue proposti da van Rompuy, 25,5 miliardi riguardano l’agricoltura.
In base ai nuovi criteri e alla bozza di bilancio presentata da van Rompuy, l’Italia perderebbe oltre 2,5 miliardi di aiuti diretti agli agricoltori, 2 miliardi del Fondo europeo per lo sviluppo delle aree rurali.
Il nuovo criterio di coesione prevede invece che alle regioni in ritardo vengano assegnate risorse anche in considerazione del grado di sviluppo dell’intero Paese. In breve, si avvantaggiano le regioni più povere dei paesi più poveri. Quanto alla perdita dovuta alle nuove politiche di coesione (Fondi strutturali e quant’altro), a Bruxelles si parla appunto di 5 miliardi in meno, mentre i calcoli della Confindustria sono molto più pessimisti (da 6 a 9 miliardi di euro di taglio). Una penalizzazione enorme.
È evidente che nella preparazione della bozza di bilancio 2014-2020,1a posizione dell’Italia non è stata tenuta in alcun conto. Sul banco degli imputati per questo insuccesso, oltre al rappresentante permanente presso l’Unione, l’ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci, lo stesso Mario Monti. Il governo italiano ora ha preso le distanze dalla bozza van Rompuy, che complessivamente taglia 80 miliardi dal bilancio Ue, definendola inaccettabile come base di partenza; ma il pericolo è che la situazione sia ormai compromessa. Le decisioni definitive verranno prese al Consiglio europeo del 22 e 23 novembre, fra una sola settimana.
Sono inoltre a rischio, come sottolinea il commissario Ue Johannes Hahn in un’intervista alla
Stampa, anche i fondi strutturali 2007-2013 che l’Italia non ha utilizzato. Per ora sono stati spesi o
impegnati 7,7 miliardi su oltre 35 miliardi. «Avete un anno per spendere 27 miliardi – avverte il
commissario austriaco – altrimenti li perderete».
(Da Il Giornale, 16/11/2012).




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