Lisbona contro Brasilia sulla riforma ortografica del portoghese

Posted on in Politica e lingue 11 vedi

I LUSITANI ACCUSANO: LA RIFORMA ORTOGRAFICA PRIVILEGIA I BRASILIANI

Rissa tra Lisbona e Brasilia sul nuovo portoghese scritto

L’alfabeto aumenta di tre lettere

Spariscono accenti e consonanti mute

Le nazioni di lingua portoghese, guidate dal Brasile, si sono accordate per una riforma ortografica, che coinvolgerà 230 milioni di persone. Ma le nuove norme hanno creato resistenze e difficoltà, tant’è che parecchie parole, nei primi tempi, verranno scritte in modo diverso nei diversi Paesi. Il Portogallo è il più furibondo perché, Paese d’origine della lingua, dovrà sottostare a parecchie consuetudini del Brasile, che per altro sarà il primo Paese a introdurre la riforma. Capo Verde, Sao Tome e Principe hanno ratificato l’accordo senza però fissare una data per la sua introduzione. Timor Est, GuineaBissau, Mozambico e Angola si sono detti interessati, ma non hanno ancora approvato l’accordo. In questo momento in Angola ci sono due modi di scrivere e leggere le parole: il brasiliano e il portoghese. La confusione è garantita.

Per questo ci vorranno molti anni ancora prima che la versione uniformata del portoghese scritto entri nell’uso corrente. Lo stesso Portogallo, pur avendo ratificato i cambiamenti, non ha fissato date per la loro introduzione. Anche perché migliaia di persone hanno firmato una petizione per lasciar perdere, sostenendo che essa privilegia gli usi brasiliani. La preoccupazione, prima ancora che culturale, è economica: sarebbero favoriti gli interessi brasiliani, soprattutto nella produzione dei libri scolastici. «E’ una capitolazione», dicono i critici. Com’era successo negli anni scorsi in Germania per la terza riforma ortografica, i cambiamenti sono molto difficili da accettare da parte dei custodi della lingua pura.

Nella sostanza, per il portoghese scritto si tratta di questo: standardizzazione dei segni ortografici, con l’abolizione di vari accenti, di cui non si sente più il bisogno, e delle consonanti silenziose (per esempio: optimo diventa otimo). L’alfabeto aumenta di tre lettere, passando da 23 a 26 con l’aggiunta di k, w, e y, già d’uso corrente ma finora non accettate dai puristi. Lo scopo della riforma è semplificare la lingua per adattarla alle esigenze di Internet e di una globalizzazione che richiede documenti standard. Come sempre, però, risponde alla legge del più forte.

(Da La Stampa, 2/1/2009).

[addsig]




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.