L`irritazione Usa nei riguardi del Consiglio d`Europa perché si occupa di diritti umani

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I DISPACCI
L`irritazione Usa nei riguardi del Consiglio d`Europa perché si occupa di diritti umani
Il Messaggero, 19.12.2010, p.19

ROMA – Gli Stati Uniti si sa, e dopo gli otto anni di presidenza Bush lo si sa ancor di più, non hanno un buon rapporto con la questione dei diritti umani. Danni collaterali, torture e prigioni segrete ne sono un`ampia testimonianza.
E tutto ciò che ruota intorno alla difesa dei diritti umani è sempre stato vista dalle amministrazioni Usa con una certa diffidenza se non irritazione. Naturale allora che nei dispacci relativi all`azione del Consiglio d`Europa e della Corte europea i toni degli uomini che devono riferire a Washington
siano piuttosto critici. «Tl Consiglio d`Europa ama rappresentarsi come un bastione della democrazia, un sostenitore dei diritti umani. E un`organizzazione con un complesso di inferiorità e un`agenda troppo ambiziosa», si legge nel dispaccio siglato dal consolè Usa a Strasburgo, Vincent Carver, del marzo 2009 che prosegue: «Nei fatti, l`organizzazione offre il meglio di sé in termini di assistenza tecnica e il peggio quando affronta le crisi geo-politiche». La Corte europea per i diritti umani poi organo del Consiglio -«fermerà l`estradizione di prigionieri se riterrà che potrebbero essere condannati alla pena di morte o torturati, e ha chiesto più informazioni su casi pendenti. in Gran Bretagna di estradizioni verso gli Usa, dovecrede i detenuti potrebbero essere condannati all`ergastolo senza possibile appello». Ma c`è una questione, scrive Carver, su cui il Consiglio è stato particolarmente «irritante»: Guantanamo. «Dick Marty (relatore del Consiglio) ha condotto un`indagine sulle rendition e le prigioni segrete in Europa, creando tante polemiche e un sentimento anti-americano in seno al Consiglio».




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