Linguicidio italiano: la salvezza comincia al MIUR il 18 giugno.

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Linguicidio italiano: la salvezza comincia al MIUR il 18 giugno.

Dopo 41 giorni di sciopero della fame in auto, di fronte al MIUR, finalmente fissato l’incontro richiesto da Giorgio Pagano sulla politica linguistica ministeriale linguicida per il Paese e contrario agli interessi nazionali ed europei.
“Prepareremo l’incontro adeguatamente – ha dichiarato il Segretario dell’ERA onlus, con una opportuna delegazione Radicale a cominciare dal sempre vicino Onorevole Beltrandi e – lo spero vivamente – lo stesso Marco Pannella, perché quello che oggi è in ballo è il suicidio linguistico-culturale o meno del Paese. Una resa senza condizioni ad una Europa anglomonopolista, l’assoluta rinuncia a giocare un ruolo, degno della miglior democrazia, nel dare al continente e al mondo giustizia linguistica, dotandosi di una lingua comune per l’intera razza umana”. 

Quattro sono i temi che i Radicali hanno chiesto di discutere con il Ministro Stefania Giannini:

  1. Di non sostenere, come si era impegnata a fare il 2 agosto 2013, non ancora ministro, il sovvertimento dello Stato per via linguistica e come, invece, intende fare il Politecnico di Milano che vuole proibire l’insegnamento/apprendimento in lingua italiana in quella università.
  2. La messa in discussione degli aiuti di stato permanenti che l’Europa, attraverso l’uso esclusivo di 1 o 3 lingue per la comunicazione con gli eurocittadini e discriminando gli altri, fornisce ai cittadini britannici e, in misura minore, a francesi e tedeschi. Alterando il mercato e impedendo la libera concorrenza in contrasto con il “principio di un mercato economico aperto con libera competizione” (art. 4 Costituzione Europea).
  3. Di richiedere all’Unione Europea misure economiche ed amministrative compensative della discriminazione linguistica europea, la quale genera profitti per la Gran Bretagna stimati in 18 miliardi di Euro l’anno (Grin) e costi per l’inglesizzazione degli italiani stimati in 60 miliardi di Euro (Lucaks), ossia 900 Euro procapite per ciascun europeo non madre lingua inglese. Per i progetti europei, ad esempio, si tratta di chiedere l’attribuzione di punteggio in più, a priori, nella valutazione di progetti presentati dai paesi linguisticamente discriminati.
  4. Di promuovere ed ospitare durante il semestre italiano una “Conferenza sulla giustizia linguistica europea”, i suoi aspetti economici, amministrativi e giuridici, i meccanismi di compensazione da porre in essere per ottenere giustizia e federalismo linguistico e, soprattutto, con l’obiettivo di conquistare all’umanità il diritto ad una lingua comune della razza umana.

 

 

 




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