Lingue straniere? Scarso entusiasmo

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Italia « Pigra »

Le lingue straniere ? Un optional

Il Censis: solo un italiano su tre dichiara di conoscerle. Per viaggiare

di Claudia Marin

Do you speak English, French, Spanish? Gli italiani rispondono di sì, ma alla Don Chisciotte. Perché, se il 62% dei nostri connazionali dichiara, con un pizzico di presunzione, di conoscere le lingue straniere, alla domanda sulla reale capacità di usarle la sicurezza dei più – a ragione, sembra – scompare. E, mentre oltre la metà degli intervistati (50,1%) ammette che la propria preparazione è scolastica, appena il 23,9% si giudica a un buon livello e solo il 7% lo valuta molto buono. E circa un terzo della popolazione non parla alcuna lingua straniera.

I dati che emergono da un’indagine del Censis presentata ieri e realizzata nell’ambito del progetto europeo “Let it fly”, in collaborazione con il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Gli italiani nelle lingue straniere risultano tutt’altro che bravi, con punte negative al Sud e nelle Isole, dove il dato scende sotto la media nazionale (63%). E se i livelli più alti si trovano nelle regioni del Nord-Ovest e del Nord-Est (67,5 e 69,3%), complessivamente c’è davvero poco di cui vantarsi. Quasi tutti studiano le lingue attraverso la scuola, acquisendone un bagaglio teorico che il 55,9% degli intervistati reputa “scarso” o “insufficiente” come canale di formazione linguistica. E poi le parliamo poco e male.

L’utilizzo delle lingue risulta infatti prevalentemente “sporadico” e legato a una dimensione “ricreativo-affettiva”: il 56,9% di coloro che dichiarano di parlare una lingua straniera la sfrutta per “fare viaggi all’estero” e il 35,4% per “relazionarsi con amici e parenti”.

Quanto al nesso tra cultura e informazione da un lato e uso delle lingue straniere dall’altro, ci confermano un popolo di pigri: solo il 28,55 degli italiani usa la conoscenza delle lingue per leggere libri, quotidiani e riviste o per guardare un film (26,5); mentre il 25,9% è facilitato dall’uso di internet. Ma è ottimistico dire lingue straniere. E’ sempre l’inglese a fare la parte del leone nelle nostre preferenze, con il 53,5%, in particolare al Centro (57,2%) e al Sud (54,7%). Segue a distanza il francese (37,1%), che piace molto nelle regioni del Nord – Ovest (43%). Solo esigue minoranze amano lo spagnolo (2,8%).

A sorpresa, la quinta lingua “straniera” parlata nel Bel Paese è l’italiano (2%), utilizzato soprattutto dagli immigrati. Oltre 8 su 10 hanno fatto di necessità virtù, acquisendo una buona padronanza della nostra lingua. Come l’imparano? Più del 60% dei 201 intervistati – di madre lingua araba, rumena, albanese, francese e spagnola – spiegano che la modalità più efficace è la vita quotidiana. Il 39,8% di loro ha studiato da autodidatta, soprattutto con l’aiuto della tv, e il 32,8 dichiara di aver imparato l’italiano in famiglia. E la voglia di migliorare non manca. Ben il 70% reputa necessario perfezionare il proprio italiano per trovare un lavoro migliore. Quanto agli italiani, il 42% parla una sola lingua straniera. Meno del 20% – concentrato soprattutto a Nord-Ovest – dichiara di parlarne due. Ma è al Centro che spetta lo scettro dei poliglotti: qui si rileva, infatti, un 1,7% di persone che conoscono quattro lingue straniere, contro l’1% della media nazionale. E ad avere voglia d’imparare sono i più giovani e istruiti, fascia in cui si registra la maggioranza (91,4%) di persone che dichiarano di conoscere almeno una lingua.

E il futuro? Non promette mutamenti di rilievo. Sta di fatto che, in generale, in tutto il Paese – malgrado il 68% degli intervistati sia convinto dell’importanza delle lingue per migliorare il proprio successo lavorativo – manca un’autentica spinta a imparare una lingua straniera. Oltre la metà degli italiani non ha nessuna intenzione di farlo, il 25% probabilmente non lo farà, il 17,9% forse lo farà. Solo il 4% è spinto da una forte motivazione.

(Da La Nazione, 31/5/2006).

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Daniela Giglioli
Daniela Giglioli

Italia « Pigra »<br /><br />
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Le lingue straniere ? Un optional<br /><br />
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Il Censis: solo un italiano su tre dichiara di conoscerle. Per viaggiare<br /><br />
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di Claudia Marin<br /><br />
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Do you speak English, French, Spanish? Gli italiani rispondono di sì, ma alla Don Chisciotte. Perché, se il 62% dei nostri connazionali dichiara, con un pizzico di presunzione, di conoscere le lingue straniere, alla domanda sulla reale capacità di usarle la sicurezza dei più – a ragione, sembra – scompare. E, mentre oltre la metà degli intervistati (50,1%) ammette che la propria preparazione è scolastica, appena il 23,9% si giudica a un buon livello e solo il 7% lo valuta molto buono. E circa un terzo della popolazione non parla alcuna lingua straniera.<br /><br />
I dati che emergono da un’indagine del Censis presentata ieri e realizzata nell’ambito del progetto europeo “Let it fly”, in collaborazione con il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Gli italiani nelle lingue straniere risultano tutt’altro che bravi, con punte negative al Sud e nelle Isole, dove il dato scende sotto la media nazionale (63%). E se i livelli più alti si trovano nelle regioni del Nord-Ovest e del Nord-Est (67,5 e 69,3%), complessivamente c’è davvero poco di cui vantarsi. Quasi tutti studiano le lingue attraverso la scuola, acquisendone un bagaglio teorico che il 55,9% degli intervistati reputa “scarso” o “insufficiente” come canale di formazione linguistica. E poi le parliamo poco e male.<br /><br />
L’utilizzo delle lingue risulta infatti prevalentemente “sporadico” e legato a una dimensione “ricreativo-affettiva”: il 56,9% di coloro che dichiarano di parlare una lingua straniera la sfrutta per “fare viaggi all’estero” e il 35,4% per “relazionarsi con amici e parenti”.<br /><br />
Quanto al nesso tra cultura e informazione da un lato e uso delle lingue straniere dall’altro, ci confermano un popolo di pigri: solo il 28,55 degli italiani usa la conoscenza delle lingue per leggere libri, quotidiani e riviste o per guardare un film (26,5); mentre il 25,9% è facilitato dall’uso di internet. Ma è ottimistico dire lingue straniere. E’ sempre l’inglese a fare la parte del leone nelle nostre preferenze, con il 53,5%, in particolare al Centro (57,2%) e al Sud (54,7%). Segue a distanza il francese (37,1%), che piace molto nelle regioni del Nord – Ovest (43%). Solo esigue minoranze amano lo spagnolo (2,8%).<br /><br />
A sorpresa, la quinta lingua “straniera” parlata nel Bel Paese è l’italiano (2%), utilizzato soprattutto dagli immigrati. Oltre 8 su 10 hanno fatto di necessità virtù, acquisendo una buona padronanza della nostra lingua. Come l’imparano? Più del 60% dei 201 intervistati – di madre lingua araba, rumena, albanese, francese e spagnola – spiegano che la modalità più efficace è la vita quotidiana. Il 39,8% di loro ha studiato da autodidatta, soprattutto con l’aiuto della tv, e il 32,8 dichiara di aver imparato l’italiano in famiglia. E la voglia di migliorare non manca. Ben il 70% reputa necessario perfezionare il proprio italiano per trovare un lavoro migliore. Quanto agli italiani, il 42% parla una sola lingua straniera. Meno del 20% - concentrato soprattutto a Nord-Ovest – dichiara di parlarne due. Ma è al Centro che spetta lo scettro dei poliglotti: qui si rileva, infatti, un 1,7% di persone che conoscono quattro lingue straniere, contro l’1% della media nazionale. E ad avere voglia d’imparare sono i più giovani e istruiti, fascia in cui si registra la maggioranza (91,4%) di persone che dichiarano di conoscere almeno una lingua.<br /><br />
E il futuro? Non promette mutamenti di rilievo. Sta di fatto che, in generale, in tutto il Paese – malgrado il 68% degli intervistati sia convinto dell’importanza delle lingue per migliorare il proprio successo lavorativo – manca un’autentica spinta a imparare una lingua straniera. Oltre la metà degli italiani non ha nessuna intenzione di farlo, il 25% probabilmente non lo farà, il 17,9% forse lo farà. Solo il 4% è spinto da una forte motivazione.<br /><br />
(Da La Nazione, 31/5/2006). <br /><br />
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