Lingue materne nelle scuole africane

Posted on in Politica e lingue 14 vedi

Per un'educazione multilingue in Africa

L'educazione deve permettere all'uomo di essere in grado di radicarsi nella sua cultura e allo stesso tempo di aprirsi alle altre culture. L'Africa ha bisogno di una scuola che integri le sue lingue, la sua storia e i valori dei suoi fenomeni sociali, stima Adama Samassekou, presidente dell'Académie Africaine des Langues (ACALAN).

Se l'educazione fosse un bene di consumo, la renderemmo più giusta distribuendola in maniera equa tra tutti i popoli della terra, in modo che a nessuno ne manchi. Ma se l'educazione è un lavoro di condizionamento che ha per obiettivo di modellare la personalità di un bambino perchè diventando adulto trovi il suo posto nella società in cui vive, allora il progetto educativo è legato ad un progetto di società.

In questo caso sarebbe più giusto che tutti i popoli pratichino la stessa educazione, con il rischio di cadere in un livellamento culturale mondiale? La diversità dei progetti educativi non è in questo senso il miglior garante della diversità culturale se gelosamente difesa ai nostri giorni? Di conseguenza, per una maggiore giustizia nell'educazione non bisognerebbe assicurarsi che tutti i popoli del mondo dispongano dei mezzi per realizzare i loro propri progetti educativi? E non bisognerebbe progettare un'azione concertata per rendere l'educazione più giusta, assicurando una distribuzione dei mezzi più equa?

Saperi universali e saperi endogeni.

La necessità di preservare l'identità e la singolarità culturali di ogni popolo non deve escludere la necessità di comunicare ed effettuare scambi con il resto del mondo. Se si riesce, in ogni punto del globo, ad associare armoniosamente una certa quantità di saperi universali e una certa quantità di saperi endogeni, questa educazione permetterebbe all'uomo di radicarsi nella sua cultura locale e allo stesso tempo di integrarsi in una cultura internazionale.

È forse un sogno, ma sarebbe giusto ricordare che i più grandi progetti dell'umanità sono stati all'inizio, a lungo, dei sogni. Ricordiamoci di questa bella formula del brasiliano Don Helder Camara: Quando si sogna da soli, non è che un sogno; ma quando si sogna in molti, è già l'inizio della realtà.

In questa parte del mondo, l'Africa, che è mia, la situazione è tristemente conosciuta. E chi meglio dell'autore di Educare o perire, il rimpianto Professor Joseph Ki-Zerbo [Burkina Faso] ha saputo caratterizzarla, mettendo l'accento su ciò che prevale sul nostro continente: un'educazione acculturante, da decenni non rispettosa del diritto all'identità di milioni di allievi, un'educazione anche depauperante, poiché sciolta dalla produzione; infine un'educazione alla violenza sociale, poiché questa genera l'esclusione sociale dei meno ricchi, svantaggiati per gli effetti delle due anomalie precedenti.

Abbiamo bisogno di una scuola legata alla società e non da questa sradicata. Una scuola che gli restituirebbe dei veri attori e non delle vittime di questa violenza cognitiva che costituisce la repressione della lingua materna.

Sono convinto che se si desidera pervenire ad una educazione più giusta in Africa, bisogna sviluppare un'educazione multilingue fondata sulla lingua materna, un'educazione nelle lingue africane del discente, in partenariato con le lingue europee ed internazionali che servono oggi da lingue ufficiali nella maggior parte degli Stati africani; un'educazione che crei dei ponti tra la scolarizzazione iniziale del settore formale e l'alfabetizzazione di coloro che hanno superato l'età di entrata nell'indirizzo scolastico.

L'educazione e la cultura sono indissociabili
La maggior parte dei paesi africani continua a vivere una situazione inaccettabile: dal momento in cui entrano alla scuola, i bambini cominciano ad apprendere in una lingua che non parlano a casa. L'introduzione delle lingue africane nei sistemi educativi africani – in quanto veicolo d'insegnamento e materia insegnata – è uno degli obiettivi dell'Académie Africaines des Langues che dirigo. Abbiamo deciso di intraprendere un reale processo di riabilitazione del progetto educativo al livello del continente ristabilendo il legame tra l'educazione e la cultura ed integrando le nostre lingue e la nostra storia nei piani di studi scolastici. È ciò che chiamo la rifondazione del sistema educativo africano, caratterizzata da tre principi essenziali, espressa dalle tre pietre del focolare africano: ricostruire l'identità culturale del discente fondandosi sull'utilizzo concomitante della lingua materna e della lingua ufficiale; legare la scuola alla vita, ristrutturando i curricula e privilegiando la formazione professionale, le collaborazioni ed i metodi d'educazione attivi; promuovere una dinamica partenariale intorno e al servizio della scuola, che permetta di coinvolgere l'insieme della comunità educativa nel progetto di una scuola nella quale si riconoscerà.

La presa in conto delle lingue africane come lingue di lavoro in tutti i campi della vita pubblica deve cominciare con la scuola, luogo privilegiato di costruzione dei saperi e dello sviluppo della conoscenza, prima di istallarsi nelle altre sfere della vita sociale. L'Africa è l'unico continente al mondo in cui, nella maggior parte degli Stati, il giudicabile non ha accesso alla giustizia nella sua lingua materna e continua a ricorrere al sistema d'interpretariato ereditato dalla colonizzazione. Ricordiamoci dell'indignazione di Mahatma Gandhi che in quanto avvocato alla corte doveva esprimersi in inglese, mentre un interprete traduceva le sue proposte nella sua propria lingua materna. «Non è propriamente assurdo? Non è un segno della schiavitù? Devo biasimare gli Inglesi o me stesso?», diceva.

L'Africa ha deciso di cambiare questa situazione realizzando l'Académie Africaines des Langues. Si tratta di una struttura continentale incaricata dell'insieme delle questioni di lingue, in ciò è unica al mondo. Mira a stabilire in Africa un reale partenariato tra ciò che chiamo L'Africanofonia (il fatto di parlare una o più lingue africane) e gli altri spazi linguistici come l'Anglofonia, la Francofonia, L'Ispanofonia, la Lusofonia, ecc., nella prospettiva di un'educazione cittadina interculturale. A questo titolo, l'Académie Africaines des Langues costituisce una delle leve maggiori della Rinascita culturale africana in cammino.

Questo articolo è un estratto dell'intervento di Adama Samassekou agli «Entretiens du XXIe siècle» organizzati all'UNESCO, il 13 settembre 2007 sul tema «Come rendere l'educazione più giusta?».
Adama Samassekou, Presidente dell'Académie Africaines des Langues, Ex Ministro dell'Educazione del Mali (1993-2000).

[addsig]



0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.