Lingue emergenti

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L’inglese non basta. Imparate cinese e spagnolo

di Rosanna Frati

… Però non c’è soltanto l’inglese…

Mario D’ambrosio, docente universitario e presidente dell’Aidp (l’associazione italiana per la direzione del personale) “L’inglese resta indispensabile. Certo, chi parla e comprende bene più lingue è facilitato nel trovare migliori opportunità di lavoro. Nella moda, nelle aziende di cosmetica e nel settore vinicolo si usa ancora molto il francese. Non bisogna dimenticare, poi, che le relazioni con i Paesi arabi francofoni che si affacciano sul Mediterraneo stanno assumendo sempre più importanza. Il tedesco è una marcia in più per chi vuole cimentarsi in vendita e assistenza dell’industria automobilistica, dove la Germania ha la leadership mondiale. Ma anche per chi si muove nel settore farmaceutico e quello degli elettrodomestici”.

Quali sono le lingue emergenti sulle quali vale la pena investire?

“Sicuramente il cinese, l’idioma del futuro. Il prossimo salto di qualità nello sviluppo dell’economia mondiale verrà dalla Cina. Già ora il mercato del lavoro richiede persone che comprendano e parlino questa lingua. Ma anche lo spagnolo sta diventando sempre più importante sul piano internazionale: oltre che nel Centro e Sud America, si parla in ampie zone degli Stati Uniti, come per esempio la Florida”.

Ha qualche suggerimento particolare per le donne?

“Quello delle lingue è uno strumento che sta permettendo alle donne di farsi strada nel mondo del lavoro. La voglia di crescere e di imporsi, che costa loro molta più fatica rispetto ai colleghi maschi, unita a una mentalità più flessibile, fa sì che abbiano una maggiore capacità di apprendimento dagli idiomi stranieri. C’è però un punto debole: le donne non dovrebbero farsi imprigionare, specialmente nella fase più importante, quella della formazione universitaria, dagli impegni sentimentali. Devono sentirsi comunque libere di trascorrere un lungo periodo all’estero, lontano dal fidanzato e dai genitori”.

(Da Grazia n. 3, gennaio – 2008).

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