Lingue e Comunicazione

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di Mario Boninsegni / 24/10/2004

Con il progredire dell’ unità Europea, si fa più calda anche la discussione sulle lingue. Le voci sono diverse, l’argomento essenziale: la Comunicazione e la necessità di comprendersi.

Una discussione animata si allarga, in Europa, in tutte le direzioni. Quale sarà la Lingua Europea? Per secoli, in innumerevoli paesi, la lingua “ufficiale” e “dotta” è stata il latino che ha poi costituito la “base” lessicale e grammaticale, di molte lingue Europee, come l’Italiano, il Francese, lo Spagnolo, in parte il Portoghese e le lingue di alcuni Paesi dell’Est. Ancora oggi, in Internet, molte scuole “dialogano” in Latino, anche se si tratta, naturalmente, di fenomeni circoscritti.

Con la creazione dell’Esperanto, poi, si era tentato di “forgiare” una Lingua, che, per le sue caratteristiche “universali”,(almeno in tendenza, questo era l’obiettivo dei suoi sostenitori), fosse facilmente “acquisibile” dai cittadini dei diversi Paesi ed in grado di superare le “barriere linguistiche”, diffondendosi gradualmente e con relativa facilità, sostituendo senza “traumi” le varie lingue ed idiomi, per diventare così, la principale Lingua Europea.

Ma, almeno a quel che ci risulta, per ora l’ ‘esperimento’ non è riuscito, l’Esperanto non ha preso piede e ogni Paese mantiene la sua lingua. Di fronte a ciò, alcuni, oggi, teorizzano che “ognuno deve parlare la propria lingua”. Forse può apparire un po’ un paradosso, eppure alcuni lo sostengono vivamente. La posizione può avere qualche aspetto veridico, ma solo alcuni, e limitati. Con l’avvento di Internet, infatti, se si invia una mail in italiano a Barcellona, e si riceve una risposta in Catalano, la comprensione è abbastanza agevole. La stessa cosa si potrebbe dire, ma solo in parte, se si spedisce una mail a Parigi, e si riceve una risposta in Francese.

Ma siamo sempre nell’ambito dei Paesi a lingua “neolatina”, e comunque, esistono delle differenze. Nel caso del Portoghese le differenze sono ancora più marcate, e la comprensione notevolmente più limitata. In realtà esistono nella Grande Europa almeno tre “basi linguistiche” : neolatina, anglosassone e slava. E’ impossibile, in realtà, (per banalizzare leggermente) inviare una mail in Italiano in Danimarca e ricevere una risposta comprensibile in quella lingua. Così come è impossibile, per noi (tranne che per gli Specialisti, ovviamente) leggere una mail o un sito in Cirillico.

S.Cirillo ebbe il grande merito di tradurre, con quei caratteri, la Bibbia, ed essi sono tutt’ora in uso in una zona del mondo molto ampia.

Alcuni amici, si scandalizzano un po’ perché, alle Segretarie della U.E, che ricevono telefonate in tutte le lingue, un dirigente ha dato indicazione di rispondere “solo in inglese”. Noi Italiani, a nostra volta, dovremmo un po’ risentirci perché la nostra lingua, in Europa, è del tutto “negletta”. Sulla base dei dati in mio possesso, in Francia vi sono solo poche decine di Scuole ove si insegna la lingua Italiana.

Lavorando, per tanti anni, in Comunicazione , e telematica europea in particolare, ho imparato, invece una “lezione”. Che le Lingue si “espandono” sulla base della loro “capacità comunicativa” e dei mezzi che le veicolano. Mc Luhan diceva “Il mezzo è il messaggio”. Anche se era, credo, una efficace “provocazione”. Lavorando,ho imparato l’Inglese ed il Francese. Ho un “culto” istintivo per gli Autori Latini e la loro storia, di cui rileggo volentieri le opere. Vado orgoglioso dei miei 14 vocabolari.

Così, non credo che “l’Italiano” debba essere la “lingua d’Europa”, e non mi scandalizzo se altre Lingue “avanzano”. Posso capire che per la Francia, i suoi storici grandi confini, la sua “Cultura” della Lingua, il problema sia più complesso. Sta di fatto che una “lingua unificante” per la Comunicazione tra i Popoli, deve pur esistere. Altrimenti, come qualcuno ironizza, ci troveremmo in una “Babele”. Ne parlava,metaforicamente, splendidamente, Gavino Ledda, in una Conferenza in Sardegna, forse più di 20 anni fa, ma che ricordo ancora bene.

Si sta affermando l’Inglese, anche via Internet, e attraverso molti altri “canali”.

Nelle nostre Scuole ed Università si studia, quasi ovunque, l’Inglese, ed un’altra lingua, seconda. L’inglese si studia sin dalle Elementari. Noi ci prepariamo, con le nostre forze, senza affanni di “primogeniture”.Perché, in Europa, si deve diffondere, pian piano, una sola lingua, accanto a tutte le altre, che non ne riceveranno alcun danno. Perché la Comunicazione, per i Popoli, è “vitale”. E se è e sarà l’Inglese, ben venga. Anche Shakespeare, a ben riflettere, si esprimeva piuttosto bene, J.

Personalmente amo moltissimo Parigi ed il Francese, lingua che parlo con grande piacere, e che, nonostante tutto, resterà sempre sia in Europa che nel resto del mondo. Come tutte le altre, bellissime, lingue.

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Ho inviato un messaggio a Mario Boninsegni per spiegargli l’errore il giorno stesso della pubblicazione di questo articolo, ma non ho ricevuto risposta.

Questo messaggio è stato modificato da: yoshii, 12 Nov 2004 – 20:28 [addsig]




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