Lingue e attentati.

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Attacco Hebdo: la solidarietà di John Kerry in francese.

Il segretario di stato americano Kerry ha espresso la solidarietà e la vicinanza degli Stati Uniti ai parigini e ai francesi parlando direttamente in francese: “Nessuno sa meglio della Francia che la libertà ha un prezzo”, ha affermato. “La libertà di espressione e di stampa sono valori universali e fondamentali: il mondo non si arrenderà all’intimidazione”
(Da repubblica.it, 7/1/2015).

TARIQ RAMADAN

«Rabbia». Ma lo scrive in francese, non in arabo

«No! No! No!». Per Tariq Ramadan, accademico ginevrino di origine egiziana, professore di studi islamici contemporanei all’Università di Oxford, gli autori della strage nella redazione di Charlie Hebdo non hanno vendicato il profeta Maometto, come pare abbiano detto. Le loro azioni hanno «tradito e disonorato la religione, i nostri valori e i principi islamici». Su Facebook, Ramadan, oltre ad aver espresso le «condoglianze sincere» per le famiglie delle vittime, ha condannato la strage: «La mia condanna è assoluta e la mia rabbia è profonda (sana e mille volte giustificata) contro questo orrore». Concetto ribadito su Twitter e in tv, a Democracy Now. Su Facebook, il testo delle 17 era in francese (128 mila like) e in inglese (12 mila). Non in arabo, lingua in cui sono tradotti altri messaggi.
(Dal Corriere della Sera, 8/1/2015).

 




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