Linguaggio e lingue nel mondo telematico

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Il software T9 Si scrive «sua», ma si legge «pub»: il T9, software che velocizza la scrittura, inventa un nuovo linguaggio Dizionario «Paura» sta per «scusa», «digo» per «figo». Gli errori non si correggono più, chi riceve il messaggio deve codificarlo

Gli sms sbagliati diventano slang

Il gioco ha già contagiato la net-generation, quella che vive e dialoga attraverso sms, instant messenger e email

di Marco Pratellesi

«Vai libero col giallo» era una frase che girava negli anni Settanta a Firenze negli ambienti studenteschi. Suonava come una esortazione a violare il codice della strada. In realtà il senso era: «Nelle situazioni di incertezza non inchiodare, accelera». «Vai libero col giallo», appunto. Allora, non c’ erano né email né messaggini, ma i giovani avevano comunque elaborato un linguaggio di «branco». Un gioco con le parole che tutte le generazioni hanno fatto. Slang, registri linguistici che spesso restano all’ interno di un gruppo molto ristretto e si perdono con il tempo senza lasciare traccia. Altre volte alcune espressioni si impongono, diventando modi di dire diffusi. Un gioco che ha contagiato anche la «net-generation» che vive e dialoga attraverso sms, instant messenger, email. Anzi, adesso è perfino più facile inventarsi una nuova lingua. Come sta avvenendo con gli sms. Non si tratta delle abbreviazioni nei messaggini, ma di una vera e propria convenzione linguistica nata grazie al «T9», il predictive text, un software che velocizza la scrittura degli sms suggerendo il temine digitato sulla tastiera senza dover comporre tutte le singole lettere. Il T9, molto pratico ma non dotato di intelligenza semantica, sceglie il primo vocabolo inserito nel dizionario secondo un indice di frequenza nella lingua italiana. I ragazzi, ma ormai non solo loro, per velocizzare l’ invio non sostituiscono il temine scelto automaticamente, ma lasciano il compito di decodificare la parola da sostituire a chi riceve il messaggio. Così, fra gli «sms-dipendenti», si sta imponendo un nuovo linguaggio convenzionale, un gergo che per la prima volta accetta i suggerimenti (sbagliati) della tecnologia. Più la parola è di uso comune, più il sostituto automatico decretato dal T9 si impone anche, a volte, nel linguaggio parlato. Se vi dicono «sei un digo», sappiate che è un complimento essendo la traduzione in T9 di «figo». Se vi scrivono «Vi voglio bene» non hanno rispolverato l’ uso del «voi», ma è il T9 che sceglie «vi» quando digitate «ti». «Digo! Ai vediamo al sua» può apparire incomprensibile, ma sta per «Figo! Ci vediamo al pub», sempre in traduzione automatica. Tutti errori frequenti commessi dal T9 e ormai accettati dagli utenti: come «piano» per «siamo», «suoi» per «puoi», «paura» per «scusa». Il dizionario automatico può giocare anche brutti scherzi, come nel caso di Jole Tassitani, rapita ed uccisa nel dicembre scorso a Treviso. «Parità» diceva il suo ultimo sms a un’amica. Dopo l’iniziale sconcerto gli inquirenti capirono: «rapita», in T9, appunto. Il fenomeno sta prendendo piede, tanto che recentemente se ne è occupata anche l’ Accademia della Crusca con una giornata di studio. David Crystal, esperto di linguistica dell’Università gallese di Bangor, è addirittura impegnato in un programma di codifica del nuovo linguaggio per realizzare il primo dizionario T9-inglese. Il progetto è solo all’ inizio, ma gli esempi del nuovo slang tra i giovani anglofili non mancano. «Book» (libro) in gergo significa in realtà «cool» (figo). Tanto per capire come funziona il T9, chi ha programmato il software ha ritenuto che «book» fosse parola più diffusa di «cool». Quindi, che si digiti «book» o «cool» (i tasti del cellulare sono gli stessi) il T9 propone sempre come prima scelta «book». Ecco perché, nel nuovo linguaggio, «beer» (birra) diventa «adds» e il «pub» si trasforma in «sub». Con il dizionario compilato da Crystal sarà possibile comprendere anche testi complessi, che mescolano abbreviazioni e opzioni del T9. Come: «r u cycle? Book! An adds down the sub? There’ s a gr8 new carnage». Ermetico? La traduzione è semplice: «Sei sveglio? Fico! Una birra al pub? C’ è un nuovo barista fantastico». Se le cose stanno così non ci resta che preparare il nuovo dizionario T9-italiano.

(Dal Corriere della Sera, 8/2/2008).

Questo messaggio è stato modificato da: Daniela_Giglioli, 02 Apr 2008 – 18:52 [addsig]




4 Commenti

Daniela Giglioli
Daniela Giglioli

Il software T9 Si scrive «sua», ma si legge «pub»: il T9, software che velocizza la scrittura, inventa un nuovo linguaggio Dizionario «Paura» sta per «scusa», «digo» per «figo». Gli errori non si correggono più, chi riceve il messaggio deve codificarlo<br /><br />
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