Linguaggi: un problema della politica, la perdita di senso delle parole.

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Un problema della politica, la perdita di senso delle parole.

Il Linguaggio politico oggi spesso è una scatola vuota, schiamazzo o riecheggio mediatico.

di PIER PAOLO SEGNERI.

Andare alla radice delle parole, conoscere i significati, indagare il senso e proporre “il nuovo possibile” della politica attraverso la lingua italiana. La crisi che stiamo vivendo è assai più profonda di quanto possa sembrare. È una crisi culturale che si ripercuote anche sul singolo individuo e sul nostro essere “animali socievoli”, cioè ricade sul linguaggio, a cominciare da quello politico che, a quanto pare, si è svuotato di significato e ha perso qualsiasi credibilità.
L’urgenza, insomma, almeno se si guardano e si ascoltano gli attuali dibattiti televisivi, sembra essere quella di porre rimedio a uno svuotamento di senso delle parole, a una perdita di significato dei termini, a uno scadimento delle cose che si dicono e si negano, poi si riaffermano e si rinnegano. Ma non è tanto una questione di coerenza perché la politica, nel senso liberale e democratico del vocabolo, vive di felici contraddizioni, di apparenti incoerenze, di fertili cambiamenti. Stavolta il problema è che la parola ha perso di senso, è utilizzata come si utilizzano le scatole vuote, è spesso un’eco di suoni insignificanti, siamo davvero allo schiamazzo o al riecheggio mediatico.
Per uscire dalla crisi sarà necessario, prima o poi, meglio se prima, riscoprire la parola, individuare un terreno politico comune, pur nelle diversità e nelle distinzioni, pur nel contraddittorio e nella discussione, individuare cioè un campo altro in cui discutere e comprendersi ma, per far questo, è necessario conoscere la lingua italiana, le sue origini, la sua biografia, in modo da porre le basi per il dialogo. La parola data deve e può ritrovare cittadinanza nel mondo e nella politica perché la parola viva è parola chiara, aperta, visibile. Se restituiamo valore alla parola, allora permettiamo il formarsi di un campo “altro” della politica italiana ed europea.
Serve una consapevolezza di linguaggio della classe dirigente e politica tale da favorire il dialogo, l’ascolto, il contraddittorio. A tal proposito, l’associazione di cultura politica “Il cantiere” ha umilmente intrapreso, ormai da un anno, un percorso ambizioso di ricerca all’interno della lingua italiana. di ricostruzione di un linguaggio comune. Ecco perché, sabato 15 Novembre, “Il cantiere” ha organizzato la prima sessione di un seminario sulla lingua italiana finalizzato alla stesura di un vero e proprio Abbecedario della Politica. Tema del primo incontro, che si è tenuto presso il Boscolo Hotel Aleph di Roma, è stato l’origine dell’italiano, con l’intervento davvero semplice e coinvolgente, preciso e mai noioso della prof.ssa Maria Carosella (Linguista – Univ. degli Studi di Bari “Aldo Moro”) dal titolo “Dal latino volgare al fiorentino. Appunti per la biografia dell’italiano”, e l’italiano della politica, con l’intervento di sicuro interesse e di alto profilo del prof. Lorenzo Renzi (Filologo – Univ. degli Studi di Padova) intitolato Il lessico politico italiano. Hanno partecipato attivamente alla discussione anche i vari iscritti dell’associazione “il cantiere” e il risultato è disponibile su Liberi.tv, la web tv diretta da Gianni Colacione.
(Da europaquotidiano.it, 20/11/2014)..

 




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