Linguaggi: le parole della lingua a 5 stelle

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Politica È in libreria «Virus», scritto da Alberto Di Majo per Editori Riuniti 

Da «acqua» a «zombie» le parole della lingua a 5 stelle 

di Luciano Campi 

Da «acqua» a «zombie» passando per «democrazia», «diaria», «televisione», «streaming» e «troll». È in libreria «Virus», il primo dizionario (semiserio) della lingua a 5 Stelle. In tutto 101 parole che svelano il MoVimento fondato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. Termini politici, soprannomi, insulti che raccontano da una prospettiva particolare «il fenomeno politico più dirompente degli ultimi vent’anni». Un libro originale e divertente (160 pagine, 13 euro), scritto da Alberto Di Majo, responsabile del servizio politico de Il Tempo e pubblicato da Editori Internazionali Riuniti. 
Nel testo non mancano gli aneddoti e un’analisi del successo del Movimento 5 Stelle. «Grillo e Casaleggio hanno compreso prima degli altri che il quadro sociale e politico era inesorabilmente cambiato, che i cittadini volevano partecipare al confronto e decidere. Un cambio di prospettiva che ha fatto invecchiare d’un colpo i politici in campo, impegnati a dare ricette ma incapaci di risolvere i problemi e soprattutto di 
ricostruire un rapporto credibile tra le istituzioni e i cittadini, superando la crisi della democrazia con cui facciamo i conti da vent’anni». 
Ma non è tutto oro quel che luccica, avverte Di Majo, che segnala anche gli errori degli attivisti e i nodi da sciogliere: «Il popolo in Parlamento sarà davvero migliore dei tanto vituperati politici di professione (in effetti a volte, più che altro, senza professione)?». Un’analisi seria, che tuttavia non risparmia stoccate ironiche. Il giornalista si sofferma sul fatto che il simbolo dei 5 Stelle sia di proprietà di Beppe Grillo. Dunque definisce il M5S un «partito in franchising» ed esprime alcune perplessità sui rapporti di forza interni. La passeggiata che «Virus» propone al lettore ripercorre la storia del MoVimento, le proposte di deputati e senatori, le scivolate. Come quando uno degli attivisti neoeletti al Parlamento propose di costruire una pista ciclabile per collegare l’aeroporto di Fiumicino con la Camera e il Senato. In questo caso la parola è «bicicletta», uno dei mezzi di trasporto preferiti dai 5 Stelle. L’autore ricorda anche quando un altro parlamentare parlò di «microchip» inseriti nella pelle dei cittadini per controllarli. O anche le immancabili gaffe del primo capogruppo al Senato, Vito Crimi, che una volta, in una conferenza stampa, chiamò «onorevole» la sua collega capogruppo alla Camera Roberta Lombardi. Lei lo incenerì con lo sguardo. Tra le parole principali raccolte da Di Majo ci sono anche «Rete» che, spiega l’autore, è lo strumento per allargare le decisioni ai cittadini, «per far saltare la mediazione» e dunque mettere fuori gioco i politici tradizionali. Oppure «decrescita (felice) », l’idea cioè di uno sviluppo più sostenibile e meno orientato alla crescita a tutti i costi, «guru» (sarebbe il cofondatore del MoVimento, Gianroberto Casaleggio, il manager milanese che ha costruito insieme con Grillo i successi del blog e che n12004 si candidò alle Amministrative di un piccolo paese in Piemonte ottenendo soltanto sei preferenze), «cavie» (e qui l’autore riporta una delle accuse che i critici del MoVimento rivolgono agli attivisti, identificati come «marionette» di Beppe Grillo). 
Di Majo non rinuncia a inserire nel suo dizionario le battaglie più significative del comico e del suo «non partito»: da quella contro la costruzione della Tav a quella per una legge sul conflitto d’interessi o per assegnare il reddito di cittadinanza o abbassare le tasse a imprese e lavoratori. Trai termini di questo «dizionario essenziale» del MoVimento 5 Stelle ci sono anche alcuni nomi. L’autore richiama Dario Fo, che Grillo ha proposto più volte al ministero della Cultura e al Quirinale, e Maurizio Crozza, che è stato il primo a imitare in televisione Casaleggio e gli attivisti. Non può mancare il leader radicale Marco Pannella. Molte, sottolinea Di Majo, le somiglianze tra i Radicali e il MoVimento. 
Un libro che con leggerezza ricostruisce la crescita, le difficoltà, gli ideali e i difetti dei 5 Stelle. «Il MoVimento è un contenitore in cui si mischiano prospettive diverse. Un tentativo di superare le ideologie. Il linguaggio, ovviamente, svela il non partito. Lo racconta da una prospettiva particolare. Mostra le preoccupazioni, le attese e le speranze degli attivisti, che si pongono in un modo diverso rispetto all’approccio, 
a volte violento, del loro capo politico. I 5 Stelle sanno che Grillo esagera. Lo sa anche lui. Tanto che in alcune occasioni, quando il rischio di infiammare gli animi è diventato concreto, ha fatto un passo indietro, soppesando concetti e parole e ammettendo, da comico, il gusto per l’iperbole, evidente pure nei suoi gesti e nelle espressioni del volto». Riusciranno davvero i 5 Stelle a cambiare il Paese? Di certo hanno cambiato il linguaggio. È il terzo libro di Di Majo sul MoVimento 5 Stelle. Il giornalista ha già scritto, sempre per Editori Internazionali Riuniti, «Grillo for president» e «Casaleggio, Il grillo parlante». 

(Da Il Tempo, 13/10/2013).

 




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