lingua personale d’adozione rafforza il multilinguismo e il dialogo interculturale

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Il Gruppo di intellettuali istituito per consigliare la Commissione sul contributo del multilinguismo al Dialogo Interculturale ha presentato oggi al Commissario Orban la sua relazione intitolata ‘Una sfida gratificante’. Nel contesto del 2008, Anno europeo del dialogo interculturale, il gruppo di esperti presieduto de Amin Maalouf presenta proposte relative alla maniera in cui le lingue possano favorire il dialogo interculturale e la comprensione reciproca, mettendo in luce una correlazione evidente fra diversità linguistica e integrazione europea. Queste conclusioni dovrebbero animare il dibattito in occasione della prima conferenza sul multilinguismo organizzata a livello ministeriale, prevista per il 15 febbraio. Il Gruppo di intellettuali si interessa in modo particolare di quei cittadini con una ‘seconda lingua materna’, definita anche ‘lingua personale d’adozione’, con la quale si identificano per motivi personali o professionali.
"L’approccio caldeggiato dal Gruppo di intellettuali animerà il dibattito nel corso dall’anno dedicato al dialogo interculturale", ha dichiarato il Commissario Leonard Orban. "Le proposte presentate corrispondono al desiderio, espresso nel 2002 a Barcellona dai capi di governo dell’UE, di fare in modo che l’istruzione nell’UE comprenda ‘la lingua materna più altre due lingue’. Con una buona conoscenza delle lingue straniere si costruiscono legami e si promuove la comprensione interculturale".
La lingua personale d’adozione costituisce già una realtà per un numero sempre crescente di cittadini dell’UE che si identificano con un’altra lingua a livello personale, culturale or professionale.
Dalle proposte è possibile evidenziare due aspetti principali:
1. i rapporti bilaterali fra i paesi dell’UE dovrebbero essere imperniati sulle lingue dei due paesi interessati, piuttosto che su una terza lingua. In ogni paese vi dovrebbe essere un numero sufficiente di persone con un elevato grado di conoscenza della lingua dell’altro paese.
2. l’UE dovrebbe promuovere il concetto della “lingua personale d’adozione”, da considerare una “seconda lingua materna” e tutti i cittadini europei dovrebbero essere motivati all’apprendimento. Questo apprendimento dovrebbe far parte dell’istruzione scolastica/universitaria e della vita professionale, strettamente legato ad aspetti storici, culturali e letterari. La lingua di adozione in genere non dovrebbe essere quella usata per la comunicazione a livello internazionale.
Questi punti sono supportati da un certo numero di considerazioni di natura pratica:
1. L’immigrazione ha un impatto sempre crescente sull’aspetto politico, economico, sociale ed intellettuale della vita in Europa. Per gli immigrati, la lingua personale d’adozione dovrebbe essere la lingua del paese in cui hanno scelto di vivere.
2. Le lingue degli immigrati provenienti da paesi che non fanno parte dell’UE dovrebbero far parte delle lingue che i cittadini comunitari sarebbero invitati ad imparare.
3. Per quegli europei per i quali la lingua materna ha una posizione dominante nel mondo, acquisire la conoscenza di un’altra lingua di adozione sarebbe particolarmente importante, per evitare di rimanere isolati nel monolinguismo.
4. Per garantire che questa diversità linguistica venga mantenuta, i paesi dovrebbero creare una organizzazione comune cui affidare il compito di promuovere la conoscenza reciproca della lingua e della cultura degli altri.
Il testo integrale della relazione del Gruppo di intellettuali per il dialogo interculturale è disponibile in 22 lingue sul sito:
http://ec.europa.eu/education/policies/ … es_en.html
Per ulteriori informazioni sulle lingue nell’UE, vedasi:
http://europa.eu/languages/
http://www.italoeuropeo.com/index.php?o … mid=300068




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