"Lingua italiana e scienze": convegno dell’Accademia della Crusca

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Lingua inglese invadente nel campo delle scienze?

da La Nazione, 4/2/2003

E’ possibile ridurre l’influenza della lingua inglese nel campo della terminologia scientifica? E’ pensabile di utilizzare termini italiani in sostituzione di quelli inglesi largamente diffusi nell’ambito dell’informatica e della tecnologia in genere? Da giovedi’ prossimo a sabato si terra’ presso la Villa Medicea di Castello (Fi n.d.r.)

il convegno internazionale dal titolo “Lingua italiana e scienze”, organizzato dall’Accademia della Crusca e dall’Accademia Nazionale delle Scienze di Roma, con il patrocinio dell’Universita’ di Firenze.

“L’iniziativa intende promuovere un dibattito fra scienziati e linguisti intorno alle urgenti questioni che le trasformazioni culturali e tecnologiche pongono alla comunicazione linguistica di ogni livello, dallo specialista al cittadino comune”, ha spiegato il professor Francesco Sabatini, presidente dell’Accademia della Crusca. Tra i numerosi relatori sono previsti gli interventi degli storici della lingua Maria Luisa Altieri Biagi, Luca Serianni, Michele Cortelazzo, Maurizio Dardano, Ornella Polidori Castellani, Teresa Poggi Salani, Pietro Beltrami, Carla Marello; dei linguisti Tullio De Mauro, Valeria Della Valle, Giovanni Adamo,Patrizia Bellucci; degli scienziati Giorgio Salvini, Carlo Bernardini, Vincenzo Casolino, Maurizio Iaccarino.

“I linguaggi specialistici e scientifici hanno un prestigio indiscutibile e un ruolo trainante nell’evoluzione di settori sempre piu’ ampi ed essenziali della lingua. Nelle scienze e nella tecnologia – sottolinea Sabatini, presidente della Crusca – il modello linguistico angloamericano esercita un’influenza eccezionalmente forte su tutte le lingue del mondo, non solo per il primato nella ricerca e nell’invenzione, ma anche per la pressione dell’industria culturale e della comunicazione di massa.

Questo processo da un lato arricchisce le varie lingue nazionali, e la lingua italiana in particolare, ma dall’altro la priva in misura sproporzionata degli stimoli culturali di punta. E’ percio’ necessario che gli utenti socialmente e culturalmente piu’ attrezzati – ricorda Francesco Sabatini – assumano un comportamento consapevole nei diversi contesti in cui si svolge il discorso scientifico, ovvero nella ricerca, nella didattica e nella divulgazione”.

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13 Commenti

Daniela Giglioli
Daniela Giglioli

Lingua inglese invadente nel campo delle scienze?<br /><br />
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da La Nazione, 4/2/2003<br /><br />
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E’ possibile ridurre l’influenza della lingua inglese nel campo della terminologia scientifica? E’ pensabile di utilizzare termini italiani in sostituzione di quelli inglesi largamente diffusi nell’ambito dell’informatica e della tecnologia in genere? Da giovedi’ prossimo a sabato si terra’ presso la Villa Medicea di Castello (Fi n.d.r.)<br /><br />
il convegno internazionale dal titolo “Lingua italiana e scienze”, organizzato dall’Accademia della Crusca e dall’Accademia Nazionale delle Scienze di Roma, con il patrocinio dell’Universita’ di Firenze.<br /><br />
“L’iniziativa intende promuovere un dibattito fra scienziati e linguisti intorno alle urgenti questioni che le trasformazioni culturali e tecnologiche pongono alla comunicazione linguistica di ogni livello, dallo specialista al cittadino comune”, ha spiegato il professor Francesco Sabatini, presidente dell’Accademia della Crusca. Tra i numerosi relatori sono previsti gli interventi degli storici della lingua Maria Luisa Altieri Biagi, Luca Serianni, Michele Cortelazzo, Maurizio Dardano, Ornella Polidori Castellani, Teresa Poggi Salani, Pietro Beltrami, Carla Marello; dei linguisti Tullio De Mauro, Valeria Della Valle, Giovanni Adamo,Patrizia Bellucci; degli scienziati Giorgio Salvini, Carlo Bernardini, Vincenzo Casolino, Maurizio Iaccarino. <br /><br />
“I linguaggi specialistici e scientifici hanno un prestigio indiscutibile e un ruolo trainante nell’evoluzione di settori sempre piu’ ampi ed essenziali della lingua. Nelle scienze e nella tecnologia – sottolinea Sabatini, presidente della Crusca – il modello linguistico angloamericano esercita un’influenza eccezionalmente forte su tutte le lingue del mondo, non solo per il primato nella ricerca e nell’invenzione, ma anche per la pressione dell’industria culturale e della comunicazione di massa. <br /><br />
Questo processo da un lato arricchisce le varie lingue nazionali, e la lingua italiana in particolare, ma dall’altro la priva in misura sproporzionata degli stimoli culturali di punta. E’ percio’ necessario che gli utenti socialmente e culturalmente piu’ attrezzati – ricorda Francesco Sabatini – assumano un comportamento consapevole nei diversi contesti in cui si svolge il discorso scientifico, ovvero nella ricerca, nella didattica e nella divulgazione”.<br /><br />
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Daniela Giglioli
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E’ possibile ridurre l’influenza della lingua inglese nel campo della terminologia scientifica? E’ pensabile di utilizzare termini italiani in sostituzione di quelli inglesi largamente diffusi nell’ambito dell’informatica e della tecnologia in genere? Da giovedi’ prossimo a sabato si terra’ presso la Villa Medicea di Castello (Fi n.d.r.)<br /><br />
il convegno internazionale dal titolo “Lingua italiana e scienze”, organizzato dall’Accademia della Crusca e dall’Accademia Nazionale delle Scienze di Roma, con il patrocinio dell’Universita’ di Firenze.<br /><br />
“L’iniziativa intende promuovere un dibattito fra scienziati e linguisti intorno alle urgenti questioni che le trasformazioni culturali e tecnologiche pongono alla comunicazione linguistica di ogni livello, dallo specialista al cittadino comune”, ha spiegato il professor Francesco Sabatini, presidente dell’Accademia della Crusca. Tra i numerosi relatori sono previsti gli interventi degli storici della lingua Maria Luisa Altieri Biagi, Luca Serianni, Michele Cortelazzo, Maurizio Dardano, Ornella Polidori Castellani, Teresa Poggi Salani, Pietro Beltrami, Carla Marello; dei linguisti Tullio De Mauro, Valeria Della Valle, Giovanni Adamo,Patrizia Bellucci; degli scienziati Giorgio Salvini, Carlo Bernardini, Vincenzo Casolino, Maurizio Iaccarino. <br /><br />
“I linguaggi specialistici e scientifici hanno un prestigio indiscutibile e un ruolo trainante nell’evoluzione di settori sempre piu’ ampi ed essenziali della lingua. Nelle scienze e nella tecnologia – sottolinea Sabatini, presidente della Crusca – il modello linguistico angloamericano esercita un’influenza eccezionalmente forte su tutte le lingue del mondo, non solo per il primato nella ricerca e nell’invenzione, ma anche per la pressione dell’industria culturale e della comunicazione di massa. <br /><br />
Questo processo da un lato arricchisce le varie lingue nazionali, e la lingua italiana in particolare, ma dall’altro la priva in misura sproporzionata degli stimoli culturali di punta. E’ percio’ necessario che gli utenti socialmente e culturalmente piu’ attrezzati – ricorda Francesco Sabatini – assumano un comportamento consapevole nei diversi contesti in cui si svolge il discorso scientifico, ovvero nella ricerca, nella didattica e nella divulgazione”.<br /><br />
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Daniela Giglioli
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E’ possibile ridurre l’influenza della lingua inglese nel campo della terminologia scientifica? E’ pensabile di utilizzare termini italiani in sostituzione di quelli inglesi largamente diffusi nell’ambito dell’informatica e della tecnologia in genere? Da giovedi’ prossimo a sabato si terra’ presso la Villa Medicea di Castello (Fi n.d.r.)<br /><br />
il convegno internazionale dal titolo “Lingua italiana e scienze”, organizzato dall’Accademia della Crusca e dall’Accademia Nazionale delle Scienze di Roma, con il patrocinio dell’Universita’ di Firenze.<br /><br />
“L’iniziativa intende promuovere un dibattito fra scienziati e linguisti intorno alle urgenti questioni che le trasformazioni culturali e tecnologiche pongono alla comunicazione linguistica di ogni livello, dallo specialista al cittadino comune”, ha spiegato il professor Francesco Sabatini, presidente dell’Accademia della Crusca. Tra i numerosi relatori sono previsti gli interventi degli storici della lingua Maria Luisa Altieri Biagi, Luca Serianni, Michele Cortelazzo, Maurizio Dardano, Ornella Polidori Castellani, Teresa Poggi Salani, Pietro Beltrami, Carla Marello; dei linguisti Tullio De Mauro, Valeria Della Valle, Giovanni Adamo,Patrizia Bellucci; degli scienziati Giorgio Salvini, Carlo Bernardini, Vincenzo Casolino, Maurizio Iaccarino. <br /><br />
“I linguaggi specialistici e scientifici hanno un prestigio indiscutibile e un ruolo trainante nell’evoluzione di settori sempre piu’ ampi ed essenziali della lingua. Nelle scienze e nella tecnologia – sottolinea Sabatini, presidente della Crusca – il modello linguistico angloamericano esercita un’influenza eccezionalmente forte su tutte le lingue del mondo, non solo per il primato nella ricerca e nell’invenzione, ma anche per la pressione dell’industria culturale e della comunicazione di massa. <br /><br />
Questo processo da un lato arricchisce le varie lingue nazionali, e la lingua italiana in particolare, ma dall’altro la priva in misura sproporzionata degli stimoli culturali di punta. E’ percio’ necessario che gli utenti socialmente e culturalmente piu’ attrezzati – ricorda Francesco Sabatini – assumano un comportamento consapevole nei diversi contesti in cui si svolge il discorso scientifico, ovvero nella ricerca, nella didattica e nella divulgazione”.<br /><br />
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Daniela Giglioli
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Lingua inglese invadente nel campo delle scienze?<br /><br />
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E’ possibile ridurre l’influenza della lingua inglese nel campo della terminologia scientifica? E’ pensabile di utilizzare termini italiani in sostituzione di quelli inglesi largamente diffusi nell’ambito dell’informatica e della tecnologia in genere? Da giovedi’ prossimo a sabato si terra’ presso la Villa Medicea di Castello (Fi n.d.r.)<br /><br />
il convegno internazionale dal titolo “Lingua italiana e scienze”, organizzato dall’Accademia della Crusca e dall’Accademia Nazionale delle Scienze di Roma, con il patrocinio dell’Universita’ di Firenze.<br /><br />
“L’iniziativa intende promuovere un dibattito fra scienziati e linguisti intorno alle urgenti questioni che le trasformazioni culturali e tecnologiche pongono alla comunicazione linguistica di ogni livello, dallo specialista al cittadino comune”, ha spiegato il professor Francesco Sabatini, presidente dell’Accademia della Crusca. Tra i numerosi relatori sono previsti gli interventi degli storici della lingua Maria Luisa Altieri Biagi, Luca Serianni, Michele Cortelazzo, Maurizio Dardano, Ornella Polidori Castellani, Teresa Poggi Salani, Pietro Beltrami, Carla Marello; dei linguisti Tullio De Mauro, Valeria Della Valle, Giovanni Adamo,Patrizia Bellucci; degli scienziati Giorgio Salvini, Carlo Bernardini, Vincenzo Casolino, Maurizio Iaccarino. <br /><br />
“I linguaggi specialistici e scientifici hanno un prestigio indiscutibile e un ruolo trainante nell’evoluzione di settori sempre piu’ ampi ed essenziali della lingua. Nelle scienze e nella tecnologia – sottolinea Sabatini, presidente della Crusca – il modello linguistico angloamericano esercita un’influenza eccezionalmente forte su tutte le lingue del mondo, non solo per il primato nella ricerca e nell’invenzione, ma anche per la pressione dell’industria culturale e della comunicazione di massa. <br /><br />
Questo processo da un lato arricchisce le varie lingue nazionali, e la lingua italiana in particolare, ma dall’altro la priva in misura sproporzionata degli stimoli culturali di punta. E’ percio’ necessario che gli utenti socialmente e culturalmente piu’ attrezzati – ricorda Francesco Sabatini – assumano un comportamento consapevole nei diversi contesti in cui si svolge il discorso scientifico, ovvero nella ricerca, nella didattica e nella divulgazione”.<br /><br />
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Daniela Giglioli
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Lingua inglese invadente nel campo delle scienze?<br /><br />
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E’ possibile ridurre l’influenza della lingua inglese nel campo della terminologia scientifica? E’ pensabile di utilizzare termini italiani in sostituzione di quelli inglesi largamente diffusi nell’ambito dell’informatica e della tecnologia in genere? Da giovedi’ prossimo a sabato si terra’ presso la Villa Medicea di Castello (Fi n.d.r.)<br /><br />
il convegno internazionale dal titolo “Lingua italiana e scienze”, organizzato dall’Accademia della Crusca e dall’Accademia Nazionale delle Scienze di Roma, con il patrocinio dell’Universita’ di Firenze.<br /><br />
“L’iniziativa intende promuovere un dibattito fra scienziati e linguisti intorno alle urgenti questioni che le trasformazioni culturali e tecnologiche pongono alla comunicazione linguistica di ogni livello, dallo specialista al cittadino comune”, ha spiegato il professor Francesco Sabatini, presidente dell’Accademia della Crusca. Tra i numerosi relatori sono previsti gli interventi degli storici della lingua Maria Luisa Altieri Biagi, Luca Serianni, Michele Cortelazzo, Maurizio Dardano, Ornella Polidori Castellani, Teresa Poggi Salani, Pietro Beltrami, Carla Marello; dei linguisti Tullio De Mauro, Valeria Della Valle, Giovanni Adamo,Patrizia Bellucci; degli scienziati Giorgio Salvini, Carlo Bernardini, Vincenzo Casolino, Maurizio Iaccarino. <br /><br />
“I linguaggi specialistici e scientifici hanno un prestigio indiscutibile e un ruolo trainante nell’evoluzione di settori sempre piu’ ampi ed essenziali della lingua. Nelle scienze e nella tecnologia – sottolinea Sabatini, presidente della Crusca – il modello linguistico angloamericano esercita un’influenza eccezionalmente forte su tutte le lingue del mondo, non solo per il primato nella ricerca e nell’invenzione, ma anche per la pressione dell’industria culturale e della comunicazione di massa. <br /><br />
Questo processo da un lato arricchisce le varie lingue nazionali, e la lingua italiana in particolare, ma dall’altro la priva in misura sproporzionata degli stimoli culturali di punta. E’ percio’ necessario che gli utenti socialmente e culturalmente piu’ attrezzati – ricorda Francesco Sabatini – assumano un comportamento consapevole nei diversi contesti in cui si svolge il discorso scientifico, ovvero nella ricerca, nella didattica e nella divulgazione”.<br /><br />
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Daniela Giglioli
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Lingua inglese invadente nel campo delle scienze?<br /><br />
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E’ possibile ridurre l’influenza della lingua inglese nel campo della terminologia scientifica? E’ pensabile di utilizzare termini italiani in sostituzione di quelli inglesi largamente diffusi nell’ambito dell’informatica e della tecnologia in genere? Da giovedi’ prossimo a sabato si terra’ presso la Villa Medicea di Castello (Fi n.d.r.)<br /><br />
il convegno internazionale dal titolo “Lingua italiana e scienze”, organizzato dall’Accademia della Crusca e dall’Accademia Nazionale delle Scienze di Roma, con il patrocinio dell’Universita’ di Firenze.<br /><br />
“L’iniziativa intende promuovere un dibattito fra scienziati e linguisti intorno alle urgenti questioni che le trasformazioni culturali e tecnologiche pongono alla comunicazione linguistica di ogni livello, dallo specialista al cittadino comune”, ha spiegato il professor Francesco Sabatini, presidente dell’Accademia della Crusca. Tra i numerosi relatori sono previsti gli interventi degli storici della lingua Maria Luisa Altieri Biagi, Luca Serianni, Michele Cortelazzo, Maurizio Dardano, Ornella Polidori Castellani, Teresa Poggi Salani, Pietro Beltrami, Carla Marello; dei linguisti Tullio De Mauro, Valeria Della Valle, Giovanni Adamo,Patrizia Bellucci; degli scienziati Giorgio Salvini, Carlo Bernardini, Vincenzo Casolino, Maurizio Iaccarino. <br /><br />
“I linguaggi specialistici e scientifici hanno un prestigio indiscutibile e un ruolo trainante nell’evoluzione di settori sempre piu’ ampi ed essenziali della lingua. Nelle scienze e nella tecnologia – sottolinea Sabatini, presidente della Crusca – il modello linguistico angloamericano esercita un’influenza eccezionalmente forte su tutte le lingue del mondo, non solo per il primato nella ricerca e nell’invenzione, ma anche per la pressione dell’industria culturale e della comunicazione di massa. <br /><br />
Questo processo da un lato arricchisce le varie lingue nazionali, e la lingua italiana in particolare, ma dall’altro la priva in misura sproporzionata degli stimoli culturali di punta. E’ percio’ necessario che gli utenti socialmente e culturalmente piu’ attrezzati – ricorda Francesco Sabatini – assumano un comportamento consapevole nei diversi contesti in cui si svolge il discorso scientifico, ovvero nella ricerca, nella didattica e nella divulgazione”.<br /><br />
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E’ possibile ridurre l’influenza della lingua inglese nel campo della terminologia scientifica? E’ pensabile di utilizzare termini italiani in sostituzione di quelli inglesi largamente diffusi nell’ambito dell’informatica e della tecnologia in genere? Da giovedi’ prossimo a sabato si terra’ presso la Villa Medicea di Castello (Fi n.d.r.)<br /><br />
il convegno internazionale dal titolo “Lingua italiana e scienze”, organizzato dall’Accademia della Crusca e dall’Accademia Nazionale delle Scienze di Roma, con il patrocinio dell’Universita’ di Firenze.<br /><br />
“L’iniziativa intende promuovere un dibattito fra scienziati e linguisti intorno alle urgenti questioni che le trasformazioni culturali e tecnologiche pongono alla comunicazione linguistica di ogni livello, dallo specialista al cittadino comune”, ha spiegato il professor Francesco Sabatini, presidente dell’Accademia della Crusca. Tra i numerosi relatori sono previsti gli interventi degli storici della lingua Maria Luisa Altieri Biagi, Luca Serianni, Michele Cortelazzo, Maurizio Dardano, Ornella Polidori Castellani, Teresa Poggi Salani, Pietro Beltrami, Carla Marello; dei linguisti Tullio De Mauro, Valeria Della Valle, Giovanni Adamo,Patrizia Bellucci; degli scienziati Giorgio Salvini, Carlo Bernardini, Vincenzo Casolino, Maurizio Iaccarino. <br /><br />
“I linguaggi specialistici e scientifici hanno un prestigio indiscutibile e un ruolo trainante nell’evoluzione di settori sempre piu’ ampi ed essenziali della lingua. Nelle scienze e nella tecnologia – sottolinea Sabatini, presidente della Crusca – il modello linguistico angloamericano esercita un’influenza eccezionalmente forte su tutte le lingue del mondo, non solo per il primato nella ricerca e nell’invenzione, ma anche per la pressione dell’industria culturale e della comunicazione di massa. <br /><br />
Questo processo da un lato arricchisce le varie lingue nazionali, e la lingua italiana in particolare, ma dall’altro la priva in misura sproporzionata degli stimoli culturali di punta. E’ percio’ necessario che gli utenti socialmente e culturalmente piu’ attrezzati – ricorda Francesco Sabatini – assumano un comportamento consapevole nei diversi contesti in cui si svolge il discorso scientifico, ovvero nella ricerca, nella didattica e nella divulgazione”.<br /><br />
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Daniela Giglioli
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Lingua inglese invadente nel campo delle scienze?<br /><br />
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E’ possibile ridurre l’influenza della lingua inglese nel campo della terminologia scientifica? E’ pensabile di utilizzare termini italiani in sostituzione di quelli inglesi largamente diffusi nell’ambito dell’informatica e della tecnologia in genere? Da giovedi’ prossimo a sabato si terra’ presso la Villa Medicea di Castello (Fi n.d.r.)<br /><br />
il convegno internazionale dal titolo “Lingua italiana e scienze”, organizzato dall’Accademia della Crusca e dall’Accademia Nazionale delle Scienze di Roma, con il patrocinio dell’Universita’ di Firenze.<br /><br />
“L’iniziativa intende promuovere un dibattito fra scienziati e linguisti intorno alle urgenti questioni che le trasformazioni culturali e tecnologiche pongono alla comunicazione linguistica di ogni livello, dallo specialista al cittadino comune”, ha spiegato il professor Francesco Sabatini, presidente dell’Accademia della Crusca. Tra i numerosi relatori sono previsti gli interventi degli storici della lingua Maria Luisa Altieri Biagi, Luca Serianni, Michele Cortelazzo, Maurizio Dardano, Ornella Polidori Castellani, Teresa Poggi Salani, Pietro Beltrami, Carla Marello; dei linguisti Tullio De Mauro, Valeria Della Valle, Giovanni Adamo,Patrizia Bellucci; degli scienziati Giorgio Salvini, Carlo Bernardini, Vincenzo Casolino, Maurizio Iaccarino. <br /><br />
“I linguaggi specialistici e scientifici hanno un prestigio indiscutibile e un ruolo trainante nell’evoluzione di settori sempre piu’ ampi ed essenziali della lingua. Nelle scienze e nella tecnologia – sottolinea Sabatini, presidente della Crusca – il modello linguistico angloamericano esercita un’influenza eccezionalmente forte su tutte le lingue del mondo, non solo per il primato nella ricerca e nell’invenzione, ma anche per la pressione dell’industria culturale e della comunicazione di massa. <br /><br />
Questo processo da un lato arricchisce le varie lingue nazionali, e la lingua italiana in particolare, ma dall’altro la priva in misura sproporzionata degli stimoli culturali di punta. E’ percio’ necessario che gli utenti socialmente e culturalmente piu’ attrezzati – ricorda Francesco Sabatini – assumano un comportamento consapevole nei diversi contesti in cui si svolge il discorso scientifico, ovvero nella ricerca, nella didattica e nella divulgazione”.<br /><br />
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Daniela Giglioli
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E’ possibile ridurre l’influenza della lingua inglese nel campo della terminologia scientifica? E’ pensabile di utilizzare termini italiani in sostituzione di quelli inglesi largamente diffusi nell’ambito dell’informatica e della tecnologia in genere? Da giovedi’ prossimo a sabato si terra’ presso la Villa Medicea di Castello (Fi n.d.r.)<br /><br />
il convegno internazionale dal titolo “Lingua italiana e scienze”, organizzato dall’Accademia della Crusca e dall’Accademia Nazionale delle Scienze di Roma, con il patrocinio dell’Universita’ di Firenze.<br /><br />
“L’iniziativa intende promuovere un dibattito fra scienziati e linguisti intorno alle urgenti questioni che le trasformazioni culturali e tecnologiche pongono alla comunicazione linguistica di ogni livello, dallo specialista al cittadino comune”, ha spiegato il professor Francesco Sabatini, presidente dell’Accademia della Crusca. Tra i numerosi relatori sono previsti gli interventi degli storici della lingua Maria Luisa Altieri Biagi, Luca Serianni, Michele Cortelazzo, Maurizio Dardano, Ornella Polidori Castellani, Teresa Poggi Salani, Pietro Beltrami, Carla Marello; dei linguisti Tullio De Mauro, Valeria Della Valle, Giovanni Adamo,Patrizia Bellucci; degli scienziati Giorgio Salvini, Carlo Bernardini, Vincenzo Casolino, Maurizio Iaccarino. <br /><br />
“I linguaggi specialistici e scientifici hanno un prestigio indiscutibile e un ruolo trainante nell’evoluzione di settori sempre piu’ ampi ed essenziali della lingua. Nelle scienze e nella tecnologia – sottolinea Sabatini, presidente della Crusca – il modello linguistico angloamericano esercita un’influenza eccezionalmente forte su tutte le lingue del mondo, non solo per il primato nella ricerca e nell’invenzione, ma anche per la pressione dell’industria culturale e della comunicazione di massa. <br /><br />
Questo processo da un lato arricchisce le varie lingue nazionali, e la lingua italiana in particolare, ma dall’altro la priva in misura sproporzionata degli stimoli culturali di punta. E’ percio’ necessario che gli utenti socialmente e culturalmente piu’ attrezzati – ricorda Francesco Sabatini – assumano un comportamento consapevole nei diversi contesti in cui si svolge il discorso scientifico, ovvero nella ricerca, nella didattica e nella divulgazione”.<br /><br />
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il convegno internazionale dal titolo “Lingua italiana e scienze”, organizzato dall’Accademia della Crusca e dall’Accademia Nazionale delle Scienze di Roma, con il patrocinio dell’Universita’ di Firenze.<br /><br />
“L’iniziativa intende promuovere un dibattito fra scienziati e linguisti intorno alle urgenti questioni che le trasformazioni culturali e tecnologiche pongono alla comunicazione linguistica di ogni livello, dallo specialista al cittadino comune”, ha spiegato il professor Francesco Sabatini, presidente dell’Accademia della Crusca. Tra i numerosi relatori sono previsti gli interventi degli storici della lingua Maria Luisa Altieri Biagi, Luca Serianni, Michele Cortelazzo, Maurizio Dardano, Ornella Polidori Castellani, Teresa Poggi Salani, Pietro Beltrami, Carla Marello; dei linguisti Tullio De Mauro, Valeria Della Valle, Giovanni Adamo,Patrizia Bellucci; degli scienziati Giorgio Salvini, Carlo Bernardini, Vincenzo Casolino, Maurizio Iaccarino. <br /><br />
“I linguaggi specialistici e scientifici hanno un prestigio indiscutibile e un ruolo trainante nell’evoluzione di settori sempre piu’ ampi ed essenziali della lingua. Nelle scienze e nella tecnologia – sottolinea Sabatini, presidente della Crusca – il modello linguistico angloamericano esercita un’influenza eccezionalmente forte su tutte le lingue del mondo, non solo per il primato nella ricerca e nell’invenzione, ma anche per la pressione dell’industria culturale e della comunicazione di massa. <br /><br />
Questo processo da un lato arricchisce le varie lingue nazionali, e la lingua italiana in particolare, ma dall’altro la priva in misura sproporzionata degli stimoli culturali di punta. E’ percio’ necessario che gli utenti socialmente e culturalmente piu’ attrezzati – ricorda Francesco Sabatini – assumano un comportamento consapevole nei diversi contesti in cui si svolge il discorso scientifico, ovvero nella ricerca, nella didattica e nella divulgazione”.<br /><br />
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