Lingua italiana all’estero? Ma se la stiamo massacrando in Italia!

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L’italiano? All’estero lo studia solo una manciata di curiosi.

 

Gentile Severgnini, il bel libro “L’italiano nel mondo” di Giovanardi e Trifone (Carocci) contiene i risultati di un’inchiesta su tutti gli Istituti Italiani di Cultura (IIC) nel mondo. Sapete quante persone studiavano l’italiano negli IIC del mondo intero nel 2010? Poco più di 68.000, forse il numero di persone che sanno ballare la salsa in Lombardia. Ecco allora che tutto va messo nella giusta prospettiva, caro Severgnini. Serve lamentarsi del cattivo stato dello studio dell’italiano all’estero, chiedendo di istituire gli Istituti Dante, se nel frattempo non ci rendiamo conto del vero problema? E cioè che l’italiano all’estero oramai lo studia solo una manciata di curiosi, e che la causa di ciò è l’egemonia linguistica dell’inglese. A che serve indignarsi per denunciare i tagli agli IIC se poi, come fa lei, si appoggia acriticamente l’anglificazione totale delle lauree magistrali e dei dottorati (Politecnico di Milano), si saluta con favore la deriva anglofona nelle istituzioni UE, e si flirta con l’imposizione dell’inglese nelle attività d’impresa?
Le lingue si imparano se servono. E noi stiamo facendo di tutto per rendere l’italiano sempre meno utile, in Italia (università, mondo del lavoro), nell’Europa (UE) e del mondo. La prova? Nella scuola dell’obbligo dei paesi europei l’italiano è in declino ovunque, in Francia, Austria, Slovenia, Croazia, e anche in Svizzera (perfino dei cantoni con minoranze italofone come i Grigioni dove i germanofoni preferiscono imparare l’inglese invece dell’italiano). È proprio nell’insegnamento nelle scuole degli altri paesi che si misura la forza di attrazione di una lingua, perché lì studiano milioni di studenti ogni anno. Lo studio dell’italiano negli IIC invece è in larga parte un hobby. Finché non capiremo che la promozione efficace dell’italiano passa attraverso la riduzione dell’egemonia linguistica dell’inglese (anzitutto in Italia), perderemo solo tempo. Meglio a questo punto ballare la salsa, se mi permette la battuta.
Lorenzo Michele Giordano, lorenzomichele.giordano@gmail.com
(Da italians.corriere.it, 12/12/2013).




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