“Lingua e processo. Le parole del diritto di fronte al giudice”.

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Convegno.

Parole del diritto alla Crusca.

di Sandra Nistri.

La lingua del diritto ‘alla sbarra’ nel santuario della lingua italiana: l’Accademia della Crusca. A Villa di Castello si è svolto infatti un singolare confronto tra linguisti e giuristi nell’ambito del convegno “Lingua e processo. Le parole del diritto di fronte al giudice”. “L’obiettivo – ha spiegato uno dei componenti del comitato scientifico, il professor Federico Bambi – non è tanto quello di processare la lingua del diritto, ma di vendere se e come la lingua giuridica si trasforma all’interno del processo che, fra l’altro, rappresenta il punto di incontro di diversi registri linguistici”. Così su ogni modello di processo del nostro ordinamento, ma anche, con uno sguardo sul multilinguismo nel processo di fronte agli organi giurisdizionali delle istituzioni europee e sul processo telematico, si sono confrontati di volta in volta, un linguista ed un giurista che hanno affrontato l’argomento del loro specifico punto di vista. Su una affermazione del presidente della scuola di magistratura Valerio Onida il giudizio è stato però unanime: il fatto cioè che ci sia “una corruzione della lingua delle leggi, scritte male e assolutamente incomprensibili mentre dovrebbero essere accessibili a tutti”.
(Da La Nazione, 5/4/2014).

 




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